Versalis, il Pd: “Difendere occupazione e produzione a Ferrara e Ravenna”
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Il senatore M5s Marco Croatti attacca il governo sui ritardi nei bandi per le concessioni balneari, tema centrale anche per il futuro della costa comacchiese
Proseguono gli interventi di miglioramento dell’ospedale “Santissima Annunziata”, finalizzati alla riqualificazione della struttura, costruita ormai molti anni fa, per renderla sempre più adeguata alle esigenze attuali e moderne
Alimentazione, prevenzione e corretti stili di vita al centro del nuovo appuntamento promosso da Avis Ferrara nell’ambito del progetto “La salute nasce a tavola”
Trasformare il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), documento centrale della pianificazione delle Pubbliche Amministrazioni (PA), da adempimento formale a leva strategica per generare Valore Pubblico: è questo l’obiettivo di “PIAO-Lab”
Cento. La Procura dovrà riscrivere il capo di imputazione nel processo in cui sono coinvolti tre giovani – un 21enne e due 23enni – per una violenta rissa avvenuta il 19 ottobre 2022 a Cento. In quella zuffa, con la stessa identica accusa, furono coinvolti anche due ragazzi italiani che all’epoca dei fatti avevano 16 e 17 anni e che quindi vengono giudicati separatamente dal tribunale per i minorenni di Bologna.
Il giudice Stefano Maldolesi ha dunque rinviato la quarta udienza del procedimento per la notifica del nuovo capo al 9 giugno.
Durante l’udienza predibattimentale del 12 maggio i tre uomini di origine pakistana erano comparsi davanti al giudice. Uno dei due 23enne – difeso dall’avvocato Filippo Sabbatani – aveva raggiunto un accordo con la Procura per patteggiare sei mesi di pena. Un’intesa che non era ancora stata messa nero su bianco e che avrebbe dovuto essere formalizzata durante l’udienza del 19 maggio. Udienza nella quale il giudice avrebbe anche dovuto decidere sulla prosecuzione del giudizio nei confronti degli altri due giovani imputati.
Con la stesura di un nuovo capo di imputazione il patteggiamento dovrà essere riformulato dopo la prossima udienza, così come la prosecuzione del giudizio per gli altri due giovani.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la rissa scoppiò all’autostazione di Cento, affollata di studenti appena usciti da scuola, per motivi ritenuti futili. Tutto sarebbe iniziato da un confronto tra un 16enne italiano e un giovane pakistano, giudicato separatamente, culminato in alcuni schiaffi reciproci. Da lì la situazione sarebbe rapidamente degenerata in uno scontro tra gruppi contrapposti: da una parte due minorenni italiani, dall’altra quattro giovani di origine pakistana, affiancati anche da altri soggetti rimasti ignoti.
Ad avere la peggio fu il 16enne italiano che, insieme all’amico, riuscì inizialmente a fuggire salendo su un autobus diretto a Castello d’Argile. Secondo l’accusa, però, il gruppo li avrebbe inseguiti dando vita a una sorta di “caccia all’uomo”. I tre imputati pakistani, insieme al quarto connazionale e a un 23enne sopraggiunto successivamente, devono rispondere anche di violenza privata, percosse e lesioni aggravate. Una volta scesi dal bus, i due ragazzi sarebbero stati nuovamente raggiunti e aggrediti: il 16enne sarebbe stato bloccato e scaraventato contro una saracinesca, mentre il 17enne sarebbe stato colpito in piazza Gadani, riportando lesioni giudicate guaribili in sette giorni.
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