Aggredì un infermiere al Ps di Cona, condannato a 4 mesi
È stato condannato a 4 mesi di reclusione dal Tribunale di Ferrara l’uomo accusato di avere aggredito un infermiere del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Cona
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Il ministro Adolfo Urso è arrivato lunedì 11 maggio allo stabilimento Bregoli Group e alla Bio Aedilitia di Massimiliano Maini, dove ha incontrato una folta rappresentanza di imprenditori locali
Test rapidi gratuiti per Hiv e sifilide direttamente in piazza Verdi, nel cuore della movida ferrarese, per avvicinare i giovani alla prevenzione e abbattere i pregiudizi sulle malattie sessualmente trasmissibili. È questo il cuore della “Screening Night”
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Al volante di un’auto rubata dopo aver assunto dell’alcol: è scattata così la denuncia in stato di libertà per ricettazione, guida in stato di ebbrezza e porto di oggetti atti ad offendere di una donna di 43 anni, già nota alle forze dell’ordine
Cento. Prima le botte reciproche in autostazione, poi la caccia all’uomo per regolare i conti. È quello di cui devono rispondere tre giovani di nazionalità pakistana, un 21enne e due 23enni, oggi a processo per una violenta rissa avvenuta il 19 ottobre 2022 a Cento. In quella zuffa, con la stessa identica accusa, furono coinvolti anche due ragazzi italiani che all’epoca dei fatti avevano 16 e 17 anni e che quindi vengono giudicati separatamente dal tribunale per i minorenni di Bologna.
Ieri – durante l’udienza predibattimentale – il 21enne e uno dei 23enni sono comparsi davanti al giudice, così come l’altro 23enne – difeso dall’avvocato Filippo Sabbatani – che ha raggiunto un accordo con la Procura per patteggiare sei mesi di pena. L’intesa però non è stata ancora messa nero su bianco e dovrà essere formalizzata all’udienza fissata per il 19 maggio, quando il giudice deciderà anche sulla prosecuzione del giudizio nei confronti degli altri due giovani imputati.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la violenta vicenda ebbe inizio all’autostazione di Cento, in quel momento particolarmente affollata di studenti che stavano facendo rientro a casa dopo l’uscita da scuola, per futili motivi.
In compagnia dei tre imputati vi era anche un quarto giovane pakistano, che però è stato giudicato separatamente. Sarebbe stato quest’ultimo ad avere un primo faccia a faccia con il 16enne italiano. I due si sarebbero rifilati un paio di schiaffi reciproci, prima che la situazione degenerasse rapidamente in una rissa tra gruppi antagonisti contrapposti: da una parte i due minorenni italiani, dall’altra i quattro di origine pakistana, a cui si aggiunsero anche altri soggetti rimasti ignoti.
Ad avere la peggio fu sempre il 16enne che, insieme all’amico, riuscì a fuggire e a salire su un autobus diretto a Castello d’Argile, nel Bolognese. L’episodio però non finì lì, proseguendo con una vera e propria caccia all’uomo.
I tre ragazzi pakistani a processo infatti, sempre insieme al connazionale giudicato separatamente e a un altro 23enne, che nel frattempo li aveva raggiunti, devono rispondere anche di violenza privata, percosse e lesioni personali aggravate. Secondo l’accusa infatti, una volta scesi dal bus, i due minorenni sarebbero stati nuovamente raggiunti e minacciati dal gruppo che, insieme ad almeno altri dieci individui non identificati, si sarebbe diviso in due per inseguirli.
Il 16enne sarebbe stato bloccato, aggredito e scaraventato contro una saracinesca. Il 17enne, invece, sarebbe stato raggiunto in piazza Gadani e violentemente colpito: dopo essere stato spintonato contro i gradini del monumento ai caduti, cadde a terra riportando ferite giudicate guaribili in sette giorni.
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