Tari, Zerbini (Pd): “Ferrara differenzia, ma paga sempre di più”
Ferrara differenzia quasi l’88% dei rifiuti, ma le famiglie pagano una Tari sempre più alta. È questo il paradosso che il Comune deve spiegare
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Comacchio. La recente sentenza della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso collettivo di 23 chioschisti riminesi contro la direttiva Bolkestein riaccende il dibattito politico sul futuro delle concessioni demaniali marittime, tema particolarmente sentito anche sulla costa comacchiese, dove il comparto balneare rappresenta uno dei principali motori economici del territorio. Nei prossimi anni anche il Comune di Comacchio sarà chiamato a gestire i bandi pubblici per l’assegnazione delle concessioni degli stabilimenti dei lidi.
A intervenire è il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti, che in una nota attacca duramente il governo accusandolo di immobilismo e ritardi nella definizione delle procedure.
“L’ultima sentenza della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso collettivo presentato da 23 chioschisti riminesi contro la Bolkestein è soltanto l’ultima di una serie infinita di sentenze di vario ordine e grado che hanno disegnato un quadro giuridico assolutamente inoppugnabile e cristallino in tema di concessioni demaniali”, afferma Croatti.
Secondo il parlamentare pentastellato, nonostante “questo preciso perimetro normativo, le sollecitazioni degli enti locali e le richieste di chiarezza del comparto balneare, il governo continua a tacere e a inanellare ritardi ingiustificati e inaccettabili”.
Un tema che coinvolge direttamente anche il litorale ferrarese. Nelle scorse settimane le associazioni degli imprenditori balneari di Comacchio hanno infatti chiesto un confronto ai candidati sindaci proprio sul nodo delle future gare pubbliche per le concessioni, considerate decisive per il futuro turistico della costa.
Nel mirino del M5s finisce in particolare il decreto legge pubblicato l’11 marzo scorso, che prevedeva la presentazione alle Regioni dello schema di bando-tipo entro 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. “Potrebbe essere opportuno fare intervenire ‘Chi l’ha visto?’ perché a distanza di oltre due mesi non si sa nulla sui criteri contenuti in quei bandi”, ironizza Croatti, parlando di “ennesimo ritardo dietro a cui la destra prova a mascherare la resa politica rispetto alle menzogne raccontate ai balneari negli ultimi quattro anni”.
Il senatore del Movimento 5 Stelle rivendica inoltre la necessità di tutelare il carattere pubblico delle spiagge: “Le spiagge sono un bene comune, di tutti i cittadini e il futuro del comparto deve vedere al centro l’interesse generale e non quello dei soliti privilegiati”.
Nel comunicato vengono criticati anche alcuni comportamenti attribuiti a parte del comparto balneare: “Non si può più tollerare che alcune associazioni di balneari, sostenute da una politica sempre più clientelare, si comportino come feudatari e che in alcune zone del nostro Paese si cementifichi abusivamente l’arenile, si mettano cancelli, si caccino con arroganza turisti che hanno tutto il diritto di stendere un asciugamano in riva al mare senza dover pagare nulla”.
Da qui la richiesta conclusiva rivolta al governo: “Chiediamo subito bandi che garantiscano trasparenza, investimenti, sostenibilità e chiarezza agli imprenditori balneari. Basta ritardi, basta prese in giro”.
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