Copparo
9 Luglio 2026
I commercianti tornano a intervenire sulla diminuzione dei parcheggi in piazza del Popolo a Copparo

Piazza del Popolo. “Perché non è stato rispettato il progetto originario?”

di Redazione | 4 min

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Copparo. I commercianti del centro di Copparo continuano tornano sulla vicenda parcheggi di piazza del Popolo sostenendo che il Comune continui a non rispondere a una domanda: “Perché non è stato rispettato il progetto originario?”

Ricordano infatti che erano previsti “36 stalli, due dei quali riservati alle persone con disabilità, nella parte centrale della piazza” ma “quei parcheggi non sono stati realizzati”. “Non perché fossero impossibili – aggiungono -, né tecnicamente incompatibili, né cancellati da una variante chiara. La Giunta ha deciso di ‘sospenderli’ nella fase conclusiva dell’appalto Pnrr, presentando questa scelta come transitoria, reversibile e collegata a un test”.

Se si tratta “davvero” di una sperimentazione i commercianti vorrebbero sapere quanto dura e quando è iniziata ufficialmente. E ancora: “Quando finirà? Con quali criteri verrà valutata? Chi raccoglierà i dati? Chi li analizzerà? Chi relazionerà alla Giunta, al Consiglio comunale, ai commercianti e ai cittadini?”

Il problema è che “dopo quattro mesi dalla fine dei lavori queste risposte ancora non ci sono”.

Spiegano come nei documenti si parli “di monitoraggio dei flussi pedonali e veicolari, occupazione dei parcheggi laterali e indicazioni da raccogliere da esercenti e frequentatori”. Ma mancherebbe l’essenziale: “Un calendario, un metodo, un responsabile tecnico, un termine per una relazione pubblica”.

“La delibera – aggiungono – afferma che gli stalli potranno essere realizzati “qualora il monitoraggio ne confermasse la necessità”. Ma chi decide se la necessità è confermata? Su quali dati? Con quale coinvolgimento degli operatori economici? E soprattutto: entro quando?”

“A Copparo – proseguono – i commercianti hanno visto gli effetti di certe “sperimentazioni” urbanistiche. Nei primi anni Novanta ci fu la riqualificazione di via Roma e di Piazza Giovanni XXIII. Nel 1999 quella di via XX Settembre. Interventi presentati come migliorativi, moderni, destinati a rendere più bello e vivibile il centro. Ma gli effetti sul commercio sono stati deleteri. Se allora si fossero ascoltati di più i commercianti, forse oggi alcuni negozi chiusi sarebbero ancora aperti”.

Spiegano: “Togliere completamente il passaggio in via Roma, ridurre drasticamente il parcheggio della chiesa e scegliere i ciottoli non si è rivelata una scelta vincente. Anzi. E via XX Settembre? Ancora oggi tutti si lamentano dei ciottoli, del rumore, della polvere, delle caditoie ostruite, dei paletti divelti, della manutenzione difficile e della riduzione dei parcheggi. Non si distingue dove passano le biciclette da dove passano i pedoni. Il bello, peraltro soggettivo ed eventuale, sparisce dietro l’enorme disagio che rimane ancora oggi per residenti e commercianti. E allora le attività chiudono e gli immobili perdono valore. Vogliamo fare gli stessi errori? Per questo i commercianti non possono accettare che Piazza del Popolo diventi l’ennesimo esperimento deciso dall’alto, senza tempi certi, senza criteri chiari e senza un vero confronto”.

Il Comune sostiene che la piazza libera possa diventare uno spazio “flessibile, sicuro, accessibile, animato e commercialmente vitale”. Ma questa descrizione è, per i commercianti, “lontana dalla realtà”. “Lo vede anche il semplice passante – scrivono -: la parte centrale della piazza non è viva, non è attrattiva, non è animata. È uno spazio morto. Non è comodo per chi deve raggiungere negozi e servizi, non invita a fermarsi, non crea socialità, non sostiene il commercio e non restituisce vitalità al centro. Chiamarlo ‘spazio flessibile, animato e commercialmente vitale’ suona come una presa in giro”.

Per i commercianti una sperimentazione deve fissare obiettivi misurabili oltre ad ascoltare residenti e chi possiede le attività in zona. Si dovrebbero quindi raccogliere i dati e presentarli al pubblico per poi decidere “assumendosi la responsabilità politica della scelta”.

“Ma tutto questo – dicono -, finora, non è accaduto. Nessun commerciante è stato ascoltato. Nessuno ha spiegato quali dati verranno raccolti, da chi, in quali tempi e con quali conseguenze concrete. Nessuno ha chiarito se le segnalazioni degli operatori economici avranno un peso o se resteranno parole destinate a non trovare risposta”.

“Intanto – concludono – il centro perde accessibilità, i negozi perdono passaggi, anziani e persone fragili incontrano più difficoltà, e Piazza del Popolo rischia di ripetere errori già commessi. Questa volta nessuno potrà dire di non essere stato avvisato”.

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