Da Karl Marx a Baruch Spinoza, passando per Gottfried Wilhelm Leibniz: nelle nuove Indicazioni nazionali per i licei firmate dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, secondo l’Unione sindacale di base, spariscono o vengono drasticamente ridimensionati alcuni dei grandi nomi del pensiero moderno. Ed è proprio su questa “sforbiciata filosofica” che si concentra il duro attacco del sindacato, che parla di “impoverimento culturale” e “distruzione della coscienza critica e di classe”.
La sezione ferrarese di Usb Scuola definisce le nuove linee guida “non una riforma pedagogica, ma un’operazione ideologica“, richiamando anche l’appello firmato da oltre sessanta docenti universitari contro le modifiche introdotte nei programmi.
Nel mirino finiscono soprattutto i cambiamenti previsti per l’insegnamento della filosofia nei licei. Il sindacato denuncia l’esclusione e la marginalizzazione di autori considerati centrali nella tradizione moderna e contemporanea, come Marx, Spinoza e Leibniz. Critiche anche alla trattazione di Immanuel Kant, che secondo Usb verrebbe ridotto “alla sola idea di critica”, tralasciandone gli aspetti morali, storici e politici.
Contestata inoltre la possibilità di affrontare uno solo tra Thomas Hobbes, John Locke e Jean-Jacques Rousseau, definiti da Usb “pilastri del pensiero politico moderno” e non pensatori intercambiabili. Il sindacato segnala anche la scomparsa di Johann Gottlibe Fichte e Friedrich Wilhelm Joseph Schelling, interpretata come un ridimensionamento dell’intera filosofia classica tedesca.
Per Usb il problema non riguarda soltanto i programmi scolastici, ma un modello culturale più ampio. Il sindacato collega infatti le nuove Indicazioni alle trasformazioni della scuola degli ultimi anni, accusate di subordinare il sapere alle esigenze del mercato del lavoro. Nel comunicato vengono citati l’alternanza scuola-lavoro e l’enfasi sulle “competenze spendibili” come esempi di una scuola sempre più orientata alla formazione professionale e meno alla costruzione del pensiero critico.
“La filosofia viene privata degli strumenti per comprendere capitalismo, potere e conflitti sociali“, sostiene Usb, che parla di una “didattica tematica” capace di sradicare i saperi dal loro contesto storico. Da qui la richiesta di ritirare immediatamente le nuove Indicazioni nazionali e di aprire un confronto con docenti, ricercatori e studenti sui contenuti dell’insegnamento filosofico.
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