Attualità
17 Maggio 2026
Ad Alfabeti Urbani il reportage di Alex Giuzio e Michele Lapini tra Comacchio, Rimini e il Galles: "Le risorse vanno dove l'economia pesa di più"

Il mare che avanza sui Lidi: “Così decidiamo chi salvare e chi no”

di Elena Coatti | 3 min

Leggi anche

Via Marx e Spinoza dai licei. Usb: “Operazione ideologica”

Da Karl Marx a Baruch Spinoza, passando per Gottfried Wilhelm Leibniz: nelle nuove Indicazioni nazionali per i licei firmate dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, secondo l'Unione sindacale di base, spariscono o vengono drasticamente ridimensionati alcuni dei grandi nomi del pensiero moderno

Lodi indagato per peculato, la procura chiede l’archiviazione

Il sostituto procuratore Andrea Maggioni aveva aperto un fascicolo dopo le dichiarazioni dell'ex vicesindaco rese in tribunale nel corso dell'esame come persona offesa nel processo – attualmente in corso – nei confronti della sua ex fedelissima Rossella Arquà

Tenta la fuga dal carcere di Ferrara, la Penitenziaria lo blocca subito

Tentata evasione nella serata di venerdì 15 maggio dal carcere di Ferrara. Un detenuto ha provato a fuggire dalla Casa circondariale approfittando dell'uscita di un gruppo di persone da un cancello interno, nel tentativo di confondersi e passare inosservato. Il piano però è durato pochi istanti

Non è solo una questione di mareggiate, né di spiagge da rimettere in sesto prima dell’estate. È una domanda politica: quali territori decidiamo di salvare, con quali soldi e per quanto tempo? È questo il cuore dell’intervento del giornalista Alex Giuzio all’ex Teatro Verdi, nell’ambito della rassegna Alfabeti Urbani, dove è stata esposta la mostra fotografica di Michele Lapini dedicata all’innalzamento del mare tra ecologia ed economia, con focus sul Galles ed Emilia-Romagna.

Giuzio e Lapini hanno condotto un’inchiesta sostenuta dal Journalism Fund su territori costieri molto diversi: Rimini, Fairbourne in Galles e i lidi ferraresi. Il confronto mostra una frattura netta: dove c’è un’economia turistica forte, come a Rimini, si investe; dove il valore è soprattutto ambientale, come nel territorio comacchiese, la difesa appare più fragile e intermittente.

Il passaggio più vicino a Ferrara riguarda proprio la costa di Comacchio. Giuzio ha ricordato come negli ultimi decenni la Regione abbia fatto ricorso ai ripascimenti: sabbia prelevata al largo, portata a riva, stesa dalle ruspe per ricostruire arenili che l’erosione continua a consumare. Ma, ha avvertito, questa strategia ha un limite: costa sempre di più e guarda soprattutto alla stagione imminente. “L’importante è che ci sia la spiaggia, che si piantino gli ombrelloni”, ha sintetizzato il giornalista, denunciando una visione schiacciata sul presente.

Nei lidi ferraresi, ha spiegato, l’inverno restituisce un’immagine diversa da quella estiva: stabilimenti chiusi, seconde case vuote, spiagge segnate dalle mareggiate. A Lido di Volano e Lido di Spina le fotografie di Lapini mostrano tubi, sabbia appena scaricata, ruspe al lavoro. Una manutenzione continua che tiene in piedi un modello turistico costruito su una costa che, per natura, si muove.

Giuzio ha insistito anche sul valore ambientale del territorio comacchiese: valli, dune residue, zone umide, ecosistemi che potrebbero essere parte della difesa naturale contro l’acqua. La domanda, però, resta quella iniziale: perché si finanziano alcune difese e se ne trascurano altre? Nel suo intervento ha citato anche il caso del progetto da 17 milioni per la protezione del poligono militare di Casalborsetti, giudicato sproporzionato rispetto ad altri tratti costieri di grande valore ecologico.

Dentro questo ragionamento è entrato anche il riferimento al Ccs di Ravenna, il progetto di cattura e stoccaggio della CO2 promosso da Eni e Snam. Giuzio lo ha evocato come esempio di scelta che lascia eredità lunghissime sul territorio: decisioni prese oggi, ha osservato, possono pesare su chi abiterà queste zone tra due o tre secoli. ReCommon, che da tempo critica il progetto Ravenna Ccs definendolo una “falsa soluzione” alla crisi climatica, ha pubblicato dossier e analisi sul tema.

Il paragone più duro arriva dal Galles. A Fairbourne, piccolo villaggio affacciato sul mare e su una piana alluvionale, l’annuncio del possibile abbandono entro metà secolo ha provocato il crollo del valore delle case, l’impossibilità di ottenere mutui e una frattura sociale profonda. Per Giuzio, Fairbourne è uno specchio possibile: non il futuro remoto, ma una domanda già presente anche sulla costa ferrarese.

La conclusione dell’incontro è stata chiara: continuare a ricostruire la spiaggia ogni anno non basta. Servono scelte lungimiranti, anche impopolari: arretrare dove necessario, ripristinare dune, ripensare concessioni e modello turistico. Perché il mare, ha ricordato Giuzio, non aspetta i tempi della politica.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com