Politica
11 Luglio 2026
La segretaria comunale del Pd contesta le parole della consigliera e rilancia le domande su costi, raccolta differenziata e ruolo dell'amministrazione

Tari, Zerbini replica a Madeo: “I numeri esistono, il Comune non è spettatore”

di Redazione | 4 min

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Giada Zerbini, segretaria comunale del Partito Democratico di Ferrara, replica alla consigliera Iolanda Madeo, accusandola di averle attribuito dichiarazioni mai pronunciate e di aver confuso l’assenza delle simulazioni sulle singole utenze con l’assenza di dati economici ufficiali.

“Devo riconoscere alla consigliera Madeo una certa creatività: è riuscita a definire di una gravità inaudita una frase che non ho mai pronunciato”, afferma Zerbini.

Al centro della polemica c’è l’espressione “aumenti annunciati”, che, secondo la segretaria dem, non sarebbe mai comparsa nel suo precedente intervento. “È Madeo a metterla tra virgolette, ad attribuirmela e poi a costruirci sopra la propria replica”, sostiene Zerbini.

Il tema sollevato riguardava invece il rapporto tra l’elevato livello di raccolta differenziata raggiunto a Ferrara e il peso della tassa sui rifiuti sostenuto dalle famiglie. La città, ricorda Zerbini, ha raggiunto quasi l’88% di raccolta differenziata, ma questo impegno non avrebbe prodotto benefici proporzionati né sulle bollette né sulla qualità percepita del servizio.

A sostegno della propria posizione, la segretaria del Pd cita il Rapporto 2025 di Cittadinanzattiva, che rileverebbe per Ferrara un aumento del 13,8% rispetto al 2024 per una famiglia-tipo. “Le bollette pagate dai ferraresi, a differenza delle citazioni che Madeo mi attribuisce, esistono davvero”, osserva.

Un secondo terreno di scontro riguarda i dati relativi al 2026. Madeo avrebbe sottolineato che non sono ancora disponibili le simulazioni delle bollette delle singole famiglie. Una circostanza che, secondo Zerbini, non consente però di sostenere che le cifre complessive non esistano.

La segretaria comunale del Pd richiama infatti il Piano economico-finanziario 2026-2029 approvato da ATERSIR. Per il 2026 il documento indica entrate tariffarie complessive di riferimento pari a 30.208.752 euro, rispetto ai 29.747.842 euro dell’anno precedente, con un incremento aggregato dell’1,55%.

“Questo non significa che la bolletta di ogni famiglia aumenterà automaticamente dell’1,55%. Non l’ho mai detto”, precisa Zerbini. “Significa però che i numeri ufficiali esistono eccome”.

Secondo la segretaria dem, occorre quindi distinguere tra il dato economico complessivo, già contenuto nei documenti approvati, e la distribuzione concreta dei costi tra le diverse categorie di utenza, per la quale non sarebbero ancora disponibili le simulazioni individuali.

La replica affronta anche il ruolo del Comune nella definizione del Piano economico-finanziario. Zerbini concorda sul fatto che l’amministrazione non possa elaborare il Piano “a piacimento”, ma contesta la rappresentazione di un Comune completamente estraneo al procedimento. “Gli stessi atti Atersir lo confermano: la proposta relativa a Ferrara è stata oggetto di confronto con il gestore e con il Comune; il Consiglio locale l’ha poi condivisa e proposta al Consiglio d’Ambito”, afferma.

Il Comune, sottolinea Zerbini, non decide autonomamente le tariffe, ma partecipa al percorso istituzionale, fornisce dati e prende parte al confronto con il gestore. “Non è il regista unico, certamente. Ma non è nemmeno un turista entrato per sbaglio nella sala”. È proprio sulle azioni intraprese dall’amministrazione durante questo confronto che la segretaria del Pd concentra le proprie domande. Zerbini chiede se il Comune abbia sollecitato Hera a una maggiore efficienza, se abbia contestato specifiche voci di costo e se abbia proposto risparmi o misure di contenimento a tutela dei cittadini. “ARERA detta le regole del gioco, ma non obbliga il Comune a fare la comparsa”, dichiara. “Dire semplicemente che lo prevede il sistema non equivale a governare”.

Per Zerbini, il nodo politico resta la mancanza di un beneficio economico chiaramente percepibile dai cittadini, nonostante l’elevata percentuale di raccolta differenziata raggiunta dalla città. “Se i cittadini raggiungono quasi l’88% di raccolta differenziata e questo enorme impegno non produce un beneficio economico percepibile, allora esiste un problema. E la politica ha il dovere di affrontarlo, non di nasconderlo dietro formule regolatorie”.

La segretaria comunale del Partito Democratico rilancia quindi le domande già poste nel precedente intervento: perché chi differenzia così tanto continui a pagare sempre di più, quali benefici economici concreti ricevano le famiglie, come siano utilizzate le risorse generate dal sistema e quali iniziative abbia assunto il Comune nelle sedi istituzionali competenti.

“A queste domande Madeo non risponde”, conclude Zerbini. “Io ho posto domande su numeri reali. Madeo ha risposto a parole immaginarie. Se questa è la gravità inaudita, allora forse ciò che questa maggioranza considera davvero intollerabile non sono le affermazioni false, ma le domande alle quali non sa, o non vuole, rispondere”.

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