Attualità
2 Giugno 2026
Roberto Vecchi, autore, regista e produttore televisivo, orgogliosamente ferrarese di San Bartolomeo in Bosco, racconta come l’amicizia con Vasco gli ha cambiato la vita

Quando Vasco fa la differenza

di Redazione | 6 min

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di Roberto Vecchi*

La mia è stata, ed è ancora oggi, una vita fortunata, perché ho sempre avuto la possibilità di fare ciò che amavo davvero. All’inizio scrivevo canzoni, cantavo, facevo concerti e coltivavo il sogno musicale con l’incoscienza e l’entusiasmo tipici di quell’età. Poi, insieme ad altri amici, misi in piedi il glorioso White Studio Recording di Ferrara, una sala di registrazione che in quegli anni ci spalancò le porte del mondo della produzione musicale che allora ruotava soprattutto attorno a Bologna. A un certo punto, però, capii che era meglio stare dietro le quinte che davanti al microfono.
Fu proprio in quel periodo che incontrai Vasco. Erano gli albori della sua carriera, i tempi di Punto Radio. Io avevo diciannove anni e lo guardavo con grande curiosità, perché era evidente che avesse qualcosa di diverso dagli altri, quell’energia, quella presenza, quel modo di essere totalmente autentico che ti convinceva subito.

Roberto Vecchi

Lo incontrai un pomeriggio al Kontiki di Vigarano Mainarda, in occasione di un suo concerto e mi avvicinai per chiedergli come ci si iscrivesse alla SIAE. Lui, con grande disponibilità e senza alcuna aria da fenomeno, mi spiegò come fare e da lì si sono innescate forze misteriose che ci hanno fatto diventare amici.

Posso dire senza esitazione che sin da quel momento Vasco ha fatto la differenza nella mia vita. Paradossalmente non per le sue canzoni, quanto per la sua amicizia e per il modo profondamente umano e essenziale con cui si è sempre rapportato con persone che aveva accanto.

Cominciai prima a lavorare con il compianto amico Guido Elmi, produttore storico di Vasco e figura straordinaria di cui forse non tutti hanno compreso fino in fondo lo spessore umano e professionale. Poi, poco dopo, arrivò il periodo in cui iniziai a lavorare direttamente con il Kantante, come lo chiamiamo confidenzialmente.

Ufficialmente il mio ruolo era quello che oggi definiremmo “personal manager”, ma in realtà ero soprattutto un amico che gli stava sempre vicino cercando di dare una mano in tutto ciò che serviva, dal guidare l’auto per andare ovunque fino all’andare in vacanza. Sono stati probabilmente gli anni più divertenti, intensi e imprevedibili della mia vita. Ne abbiamo fatte tante, dividendoci fra lavoro, divertimento, vacanze e memorabili zingarate fuori programma.

Quel periodo durò complessivamente circa quindici anni. Dagli inizi della nostra amicizia, ai tempi in cui giravo con lui, fino agli anni in cui mi ritrovai a produrre artisti per la Bollicine. Poi arrivò la televisione. Ed è qui che la storia prende una piega ancora più curiosa, perché anche il mio ingresso nel mondo televisivo porta in qualche modo la firma di Vasco.

Alla fine degli anni Novanta lavoravo ancora con Vasco & C. Avevo peraltro già prodotto per mio conto i Vernice presso i nostri gloriosi White Studio, ottenendo risultati importanti e arrivando persino primo in classifica davanti a Vasco per qualche settimana. E questa cosa, detta oggi, mi fa ancora sorridere.
Dentro di me però sentivo che stavo cercando un’altra strada e Vasco questa cosa l’aveva capita perfettamente. Credo che lui avesse bisogno di figure diverse intorno a sè: meno scavezzacollo, più ordinate, più focalizzate esclusivamente sulla gestione della sua carriera. E aveva ragione.

Una notte del 1999 incontrammo Giuliano Borsari che all’epoca era il braccio destro di Bibi Ballandi, uno dei più grandi produttori televisivi italiani. Fra mille chiacchiere e battute gli raccontai che immaginavo il mio futuro come autore televisivo. In fondo la vena creativa non mi aveva mai abbandonato; fu quella l’occasione in cui si innescò ancora una volta qualcosa di magico.
Nel giro di poco tempo mi ritrovai catapultato nel mondo delle grandi produzioni di RaiUno firmate Bibi Ballandi. E dentro quella svolta c’era anche lo zampino di Vasco, che in qualche modo incoraggiò questa mia deviazione verso il mondo della televisione.

Roberto Vecchi su un set

Da lì iniziai immediatamente a collaborare con loro e con altre importanti produzioni televisive nazionali, allontanandomi progressivamente dall’entourage di Vasco, pur mantenendo con lui, un’amicizia e un affetto che non sono mai venuti meno.

In questo percorso tengo molto a mettere al centro anche un’altra figura onnipresente è Floriano Fini, tutt’ora manager di Vasco, persona di straordinario garbo, intelligenza e discrezione, di cui mi onoro di essere amico. Una figura di grande spessore, lontana dai riflettori ma assolutamente imprescindibile per far funzionare alla perfezione tutto ciò che ruota attorno al pianeta Vasco Rossi. Uno di quelli che non fanno rumore, che non distingui fra la moltitudine che circonda la grande star, ma senza i quali certe macchine gigantesche semplicemente non funzionerebbero o andrebbero in modo diverso.

Da allora sono passati oltre venticinque anni. Ho realizzato più di ottocento puntate di programmi tv fra Rai e Mediaset di intrattenimento, varietà, musica, documentari, cultura e territorio e il fatto che Vasco sia stato all’origine di questo percorso professionale non mi ha mai abbandonato. Anzi, è una percezione costante, anche perché, quando la gente scopre che hai avuto un rapporto stretto con Vasco resti marchiato a vita.
Moltissima gente ti colloca nel proprio immaginario come una sorta di miracolato che ha avuto la fortuna di vivere in un altro pianeta. Le domande più frequenti sono due: “come’è Vasco in privato” ed “hai due biglietti per il concerto”, alle quali puntualmente non posso rispondere. Alla prima perché sono fatti nostri e alla seconda perché non sono una biglietteria.

Posso solo dire che per me Vasco è un amico, una persona con cui condivido un codice di valori e che mi dispiace non riuscire a frequentare quanto vorrei, perché ciò che più amo di tutta questa storia non è certo lo scomodissimo ingombrante personaggio pubblico che lui incarna e che rende tutto complicatissimo, ma l’uomo che c’è dietro.

Di Vasco amo l’intelligenza acutissima, l’ironia, la simpatia, la memoria infallibile e soprattutto la capacità di non dimenticarsi mai di essere una persona normale. Nonostante il successo enorme, i concerti, la pressione, la sofferenza e tutto ciò che comporta essere Vasco Rossi, è rimasto – forse per questo mi ritrovo così tanto affine a lui – quel ragazzo di paese, cresciuto come me dento a un bar di paese, che non ha mai perso il contatto con ciò che conta davvero nella vita.

* Autore e regista televisivo, produttore e consulente per la video-comunicazione. La sua carriera ha avuto inizio nel settore musicale e discografico, prima con Sony Music e poi al fianco di un caro amico  noto per cantare “Siamo solo noi”. Proprio grazie a quell’esperienza e all’incontro con l’organizzazione di Bibi Ballandi, ha fatto il suo ingresso nel mondo televisivo. Dal 1999 ha firmato oltre 800 puntate di programmi televisivi di ogni genere, diretto docufilm, collaborato alla realizzazione di campagne TV pubblicitarie per importanti marchi e curato contenuti per enti pubblici e primarie aziende private. Ha ideato format originali e lavorato a programmi di varietà, informazione, cultura, territorio, musica e intrattenimento per RAI e Mediaset, nell’ambito di produzioni interne ed esterne. Fra le sue ultime collaborazioni spiccano Linea Blu e Telethon per RaiUno, Eccellenze Italiane per RaiTre,  la fiction per RaiUno di prossima uscita “Non muoio neanche se mi ammazzano” dedicata alla figura di Giovannino Guareschi e tanti altri lavori. Fin dal 1994 ha seguito lo sviluppo del web intuendone immediatamente le potenzialità e questo interesse lo ha portato a esplorare le interazioni tra televisione e mondo digital, realizzando nel 2003 – con Filmmaster Television (oggi Balich Wonder Studio) per RAIDUE – uno dei primi esperimenti di format  multipiattaforma WEB + TV per TIM. Grande appassionato di volo e tutt’ora pilota attivo, ha fondato FlyEurope.TV, piattaforma dedicata alla divulgazione della cultura aeronautica e aerospaziale producendo centinaia di contenuti multilingue di settore. Di recente ha esteso il suo impegno anche in ambito marittimo commerciale, portando questo modo all’interno di Linea Blu – RaiUno, in sinergia col Ministero dei Trasporti e con Assoporti.  Collabora inoltre con il Gruppo Leonardo per attività di video-comunicazione.

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