Politica
5 Maggio 2026
L'allarme della Flc Cgil: calano studenti e classi, ma anche le materie. Geografia, lingue e scienze nel mirino. La mobilitazione nazionale giovedì 7 maggio

Lo sciopero contro la stangata sulla scuola: a Ferrara a rischio 60 docenti

di Redazione | 3 min

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Nuovi tagli alla scuola pubblica e un numero crescente di docenti senza cattedra. È una denuncia netta quella lanciata dalla Flc Cgil, che torna a puntare il dito contro le politiche scolastiche del Governo e proclama uno sciopero nazionale per il prossimo 7 maggio, coinvolgendo in particolare il personale degli istituti tecnici.

Secondo il sindacato, il quadro che si sta delineando per il prossimo anno scolastico è preoccupante anche sul territorio ferrarese. I numeri parlano di una riduzione dell’organico di quattro unità, accompagnata da un calo significativo della popolazione studentesca, con 406 alunni in meno e 18 classi in meno rispetto all’anno precedente. Un insieme di fattori che, sommati al processi di dimensionamento della rete scolastica e alla riforma degli istituti tecnici, porterebbero a circa 60 docenti “perdenti posto” tra tutti gli ordini e gradi di istruzione.

La situazione più critica si registra nel primo ciclo, dove si concentra il maggior numero di esuberi. Una dinamica che, secondo la Flc Cgil, è legata anche alla fase di avvio della riforma degli istituti tecnici e dei percorsi quadriennali, che per il momento assorbono risorse e garantiscono organici in quel segmento, rimandando però ai prossimi anni i tagli previsti per l’istruzione tecnica.

Nel comunicato, il sindacato critica duramente l’impostazione della riforma, ritenuta orientata a ridurre il peso della didattica e a privilegiare le esigenze del mondo produttivo rispetto a quelle pedagogiche. Tra le conseguenze indicate, ci sarebbero la riduzione degli organici, il rischio di indebolimento del valore legale dei titoli di studio e una revisione dei programmi con tagli significativi a diverse discipline.

Nel dettaglio, per il settore economico si prospetta una penalizzazione di materie come geografia e lingue straniere, mentre per quello tecnologico si prevede una consistente riduzione delle ore dedicate alle scienze integrate – tra cui chimica, fisica e biologia – e un dimezzamento delle ore per le tecnologie e le tecniche di rappresentazione grafica. A queste modifiche si aggiungerebbero riduzioni trasversali che coinvolgerebbero anche diritto, economia politica, matematica ed economia aziendale.

La distribuzione dei docenti perdenti posto nel territorio provinciale riguarda tutti gli ordini scolastici: per la scuola dell’infanzia si contano 3 posti comuni e 4 di sostegno negli istituti comprensivi di Mesola, Codigoro, Comacchio Porto Garibaldi, Alda Costa, Don Chendi e Pascoli; nella scuola primaria si registrano 6 posti comuni, 9 di sostegno e 1 di motoria tra Mesola, Bondeno, Dante Alighieri, Perlasca, De Pisis, Cento Nord, Copparo, Tresigallo, Argenta 1 e Argenta 2; nella secondaria di primo grado risultano esuberi per diverse classi di concorso – 3 AM12, 1 AM2A, 2 A028, 2 AM01 e 8 posti di sostegno – distribuiti tra Pontelagoscuro, Tresigallo, Poggio Renatico, Don Milani, Govoni, Cento Nord, Don Minzoni, Copparo e Comacchio Porto Garibaldi; infine, per la secondaria di secondo grado si contano complessivamente diversi esuberi tra le classi B016, A021, A026, A034, A050, A046, AS2B, AS2C, AS2D, A019, A027, A041, A020 e AS12, con situazioni segnalate negli istituti Guido Monaco, Roiti, Bassi Burgatti, Ariosto, Remo Brindisi e Copernico.

Di fronte a questo scenario, la Flc Cgil ribadisce la propria contrarietà e chiama alla mobilitazione, sostenendo la necessità di investire nella scuola pubblica e nella formazione come elementi centrali per lo sviluppo del Paese. Lo sciopero del 7 maggio si inserisce dunque in un contesto di crescente tensione nel mondo dell’istruzione, con ripercussioni che, come evidenziato dai dati locali, toccano da vicino anche il territorio ferrarese.

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