“Rilasciate Saif e Thiago. Stop alla complicità del governo Meloni con Israele”
Rete Pace Ferrara chiede che vengano liberati i due attivisti della Sumud Flotilla, sequestrati in acque internazionali dalla Marina israeliana
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Superare la logica della stagione e costruire un modello turistico che funzioni tutto l’anno. È questa la direzione indicata da Tania Truppo, candidata consigliera nella lista “Sì Può” a sostegno di Walter Cavalieri Foschini, che ha presentato il piano “Comacchio 365”
Una lite degenerata in un'aggressione feroce: capelli strappati con forza fino a lasciare una ciocca tra le mani dell'aggressore, pugni e schiaffi, e un orecchino divelto con violenza tale da lacerare il lobo dell'orecchio della vittima
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Nuovi tagli alla scuola pubblica e un numero crescente di docenti senza cattedra. È una denuncia netta quella lanciata dalla Flc Cgil, che torna a puntare il dito contro le politiche scolastiche del Governo e proclama uno sciopero nazionale per il prossimo 7 maggio, coinvolgendo in particolare il personale degli istituti tecnici.
Secondo il sindacato, il quadro che si sta delineando per il prossimo anno scolastico è preoccupante anche sul territorio ferrarese. I numeri parlano di una riduzione dell’organico di quattro unità, accompagnata da un calo significativo della popolazione studentesca, con 406 alunni in meno e 18 classi in meno rispetto all’anno precedente. Un insieme di fattori che, sommati al processi di dimensionamento della rete scolastica e alla riforma degli istituti tecnici, porterebbero a circa 60 docenti “perdenti posto” tra tutti gli ordini e gradi di istruzione.
La situazione più critica si registra nel primo ciclo, dove si concentra il maggior numero di esuberi. Una dinamica che, secondo la Flc Cgil, è legata anche alla fase di avvio della riforma degli istituti tecnici e dei percorsi quadriennali, che per il momento assorbono risorse e garantiscono organici in quel segmento, rimandando però ai prossimi anni i tagli previsti per l’istruzione tecnica.
Nel comunicato, il sindacato critica duramente l’impostazione della riforma, ritenuta orientata a ridurre il peso della didattica e a privilegiare le esigenze del mondo produttivo rispetto a quelle pedagogiche. Tra le conseguenze indicate, ci sarebbero la riduzione degli organici, il rischio di indebolimento del valore legale dei titoli di studio e una revisione dei programmi con tagli significativi a diverse discipline.
Nel dettaglio, per il settore economico si prospetta una penalizzazione di materie come geografia e lingue straniere, mentre per quello tecnologico si prevede una consistente riduzione delle ore dedicate alle scienze integrate – tra cui chimica, fisica e biologia – e un dimezzamento delle ore per le tecnologie e le tecniche di rappresentazione grafica. A queste modifiche si aggiungerebbero riduzioni trasversali che coinvolgerebbero anche diritto, economia politica, matematica ed economia aziendale.
La distribuzione dei docenti perdenti posto nel territorio provinciale riguarda tutti gli ordini scolastici: per la scuola dell’infanzia si contano 3 posti comuni e 4 di sostegno negli istituti comprensivi di Mesola, Codigoro, Comacchio Porto Garibaldi, Alda Costa, Don Chendi e Pascoli; nella scuola primaria si registrano 6 posti comuni, 9 di sostegno e 1 di motoria tra Mesola, Bondeno, Dante Alighieri, Perlasca, De Pisis, Cento Nord, Copparo, Tresigallo, Argenta 1 e Argenta 2; nella secondaria di primo grado risultano esuberi per diverse classi di concorso – 3 AM12, 1 AM2A, 2 A028, 2 AM01 e 8 posti di sostegno – distribuiti tra Pontelagoscuro, Tresigallo, Poggio Renatico, Don Milani, Govoni, Cento Nord, Don Minzoni, Copparo e Comacchio Porto Garibaldi; infine, per la secondaria di secondo grado si contano complessivamente diversi esuberi tra le classi B016, A021, A026, A034, A050, A046, AS2B, AS2C, AS2D, A019, A027, A041, A020 e AS12, con situazioni segnalate negli istituti Guido Monaco, Roiti, Bassi Burgatti, Ariosto, Remo Brindisi e Copernico.
Di fronte a questo scenario, la Flc Cgil ribadisce la propria contrarietà e chiama alla mobilitazione, sostenendo la necessità di investire nella scuola pubblica e nella formazione come elementi centrali per lo sviluppo del Paese. Lo sciopero del 7 maggio si inserisce dunque in un contesto di crescente tensione nel mondo dell’istruzione, con ripercussioni che, come evidenziato dai dati locali, toccano da vicino anche il territorio ferrarese.
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