Un anno dopo quella folle aggressione a mano armata, il gup tribunale di Ferrara ha condannato in abbreviato a nove anni di carcere Sergio Borea, il 64enne finito a processo per il duplice tentato omicidio dei coniugi Lauro Collini e Graziana Arlotti, presi a colpi di fiocina nella loro abitazione di via Copparo, a Boara.
La sentenza di primo grado è arrivata durante la mattinata di mercoledì 29 aprile. L’imputato – difeso dall’avvocato Massimo Bissi – dovrà inoltre complessivamente pagare oltre 100mila euro di provvisionale alle quattro parti civili: marito, moglie e i due figli, tutti rappresentati dall’avvocato Valentina Bordonaro. L’uomo è stato anche interdetto dai pubblici uffici.
L’assalitore e la coppia erano legati da un rapporto parentale. Borea è stato infatti il marito della defunta nipote di Collini. Le due famiglie – da tempo alle prese con gravi dissidi legati a motivi economici – vivevano una di fronte all’altra, in un piccolo gruppo di case, separate nel cortile solamente da una una recinzione mobile.
Quel giorno di aprile di un anno fa, però, quei profondi dissidi familiari si trasformarono in una deliberata aggressione a mano armata. Collini era stato colpito all’addome, mentre Arlotti al collo, dai dardi scagliati da due fucili subacquei, entrambi sparati dal 64enne. Tutti e due erano stati poi trasportati d’urgenza in ospedale.
Il primo in elisoccorso e la seconda in ambulanza, riuscendo a sopravvivere nonostante il grande spavento iniziale. Borea invece, dopo il fatto, era immediatamente fuggito da casa. A ritrovarlo, in via Fratelli Navarra, a Malborghetto di Boara, poche ore dopo, erano stati i carabinieri.
I militari lo arrestarono e poi lo trasferirono nel carcere di via Arginone, dove attualmente è detenuto da un anno. A lui, dopo una consulenza medico legale effettuata su entrambi, la pm di turno Ombretta Volta contestava l’aver sparato quei colpi in maniera potenzialmente idonea a determinare la morte di marito e moglie.
Dopo la sentenza, le cui motivazioni saranno depositate entro sessanta giorni, l’avvocato difensore Massimo Bissi ha fatto sapere che verrà fatto appello. Soddisfatta invece Valentina Bordonaro, legale di parte civile: “Penso che oggi sia stata fatta giustizia, dopo le sofferenze dei miei assistiti. Spero che quanto deciso dal tribunale possa nuovamente dar loro un po’ di serenità, aiutandoli a riprendere in maniera graduale la loro vita di tutti i giorni, dopo lo spavento per quanto accaduto lo scorso anno”.
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