Si è tenuta oggi (mercoledì 22 aprile), presso Palazzo Giulio d’Este, una riunione presieduta dal prefetto Massimo Marchesiello, dedicata alle criticità connesse alla proliferazione incontrollata della fauna selvatica e alle strategie di contenimento delle specie invasive nel territorio provinciale. All’incontro hanno preso parte il presidente della Provincia, sindaci e amministratori locali, i vertici delle associazioni datoriali agricole, i rappresentanti della Regione Emilia-Romagna, dell’Ente Parco del Delta del Po, del Servizio Veterinario dell’Azienda Usl, del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, della Polizia Stradale, nonché la comandante della Polizia Provinciale con i Volontari Coadiutori e il comandante del Nucleo Carabinieri Forestali di Punta Marina.
Il prefetto ha aperto i lavori rimarcando la gravità dei danni causati dalla presenza dei daini, con riflessi pesanti sia sull’agricoltura — in particolare su vivai e colture orticole di pregio nel basso ferrarese e nelle zone limitrofe ai lidi — sia sulla sicurezza stradale, con attraversamenti ormai fuori controllo. Le associazioni datoriali agricole hanno denunciato una situazione “insostenibile”, segnalando come gli incidenti segnalati dalla stampa rappresentino soltanto una parte minoritaria degli eventi realmente accaduti.
Per far fronte all’emergenza, è emersa la necessità urgente di attivare la caccia di selezione. L’Ente Parco del Delta del Po ha confermato la propria disponibilità a collaborare, prevedendo regolamentazioni per il prelievo nelle aree contigue — dove si concentra la maggior parte dei capi — nonché nelle zone a ovest della Acciaioli e a sud del Lago delle Nazioni.
Il comandante dei Carabinieri Forestali ha dato disponibilità di massima per interventi coordinati anche nelle riserve naturali dello Stato (Bosco della Mesola e Pineta di Volano), al fine di evitare che diventino aree di rifugio e ripopolamento.
Il prefetto ha fissato un nuovo incontro entro il mese di maggio per definire operativamente il coordinamento tra Parco del Delta del Po, Carabinieri Forestali e Polizia Provinciale. L’obiettivo è implementare una strategia d’emergenza che riporti la presenza di alcune specie selvatiche, quali daini e caprioli, a livelli compatibili con le attività produttive e con la sicurezza di cittadini e turisti, in particolare con l’approssimarsi della stagione estiva sul litorale ferrarese.
Ampio spazio è stato successivamente dedicato al contenimento della nutria, che richiede un approccio sistematico per la salvaguardia degli argini e la prevenzione del rischio idraulico in un territorio sotto il livello del mare. La Comandante della Polizia Provinciale ha illustrato le novità introdotte dalla nuova delibera regionale del 19 aprile, operative a partire dalla metà di maggio: progetto sperimentale con armi ad aria compressa (fino a 100 Joule), potenziamento della rete dei coadiutori, incremento delle risorse economiche, monitoraggio in collaborazione con l’Università di Ferrara per lo studio dei cambiamenti biologici e comportamentali della specie.
Il tavolo ha raccolto l’esasperazione degli agricoltori, i quali, pur salutando con favore i contenuti del nuovo Piano regionale di cattura, hanno precisato di non chiedere indennizzi economici — spesso giudicati irrisori e di difficile accesso — ma la drastica riduzione dei capi per la tutela del reddito e della propria incolumità.
Il prefetto ha espresso ferma condanna per gli atti di vandalismo e le intimidazioni compiuti da frange animaliste radicali ai danni dei volontari coadiutori. Sono stati evidenziati, in particolare, i sistematici sabotaggi delle attrezzature e le reiterate aggressioni verbali rivolte agli operatori. I partecipanti al tavolo hanno convenuto sulla necessità di denunciare tali episodi alle forze di polizia, per i quali si possono configurare i reati di interruzione di pubblico servizio, violazione di proprietà privata e danneggiamento.
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