Salute
24 Aprile 2026
Il convegno si è tenuto il 16 aprile presso l’Hotel Astra

Donazione di organi e tessuti al centro dell’incontro tra sanità ferrarese e Lions Club Ferrara Host

di Redazione | 3 min

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Il 16 aprile, presso l’Hotel Astra, si è svolta una serata dedicata alla donazione di organi, organizzata dal Lions Club Ferrara Host in collaborazione con le Aziende Sanitarie ferraresi. L’incontro ha permesso di approfondire le attività dell’Ufficio di Coordinamento Aziendale di Procurament (Ucap), sottolineando come la donazione rappresenti una forma altissima di servizio alla comunità e un pilastro del sistema sanitario pubblico e universalistico italiano.

L’evento, introdotto dal presidente del Lions Club Ferrara Host, Stefano Mandrioli, ha visto la partecipazione di Silvia Bortolazzi, responsabile dell’Ucap, accompagnata da Emanuela Belviso, dirigente infermieristico. La presenza dell’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Ferrara, Cristina Coletti, ha ulteriormente testimoniato la rilevanza che il tema della donazione riveste per l’intera amministrazione locale e il tessuto sociale cittadino.

Durante la serata è emerso come la struttura diretta da Bortolazzi operi in modo efficace per rispondere alla domanda di organi e tessuti da trapiantare. Il dibattito si è spostato sulla dimensione etica e antropologica del dono, inteso non solo come procedura tecnica, ma come fatto sociale capace di generare relazioni e rafforzare la collettività.

I dati globali relativi al 2024 evidenziano la necessità di una maggiore sensibilizzazione: a fronte di 170 mila trapianti effettuati nel mondo, oltre 600 mila persone restano in lista d’attesa. Le attività di donazione e trapianto di organi e tessuti rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), ovvero tra le prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini, e si collocano nell’ambito del sistema trapiantologico nazionale disciplinato dalla legge 1 aprile 1999, n.91

“Quando parliamo di donazione di organi – sottolinea Bortolazzi – non ci riferiamo solo all’atto medico, ma anche ad un gesto profondamente umano e sociale. È un tema che va oltre la tecnica e riguarda valori, relazioni e responsabilità collettive. La donazione rappresenta una delle forme più alte di servizio, capace di trasformare una perdita in una possibilità per altri. Non è un gesto isolato, ma un atto che costruisce legami e rafforza il tessuto della comunità. In questo senso, anche la morte assume una dimensione diversa, diventando un passaggio che può generare continuità. Non è un concetto astratto: ogni giorno persone reali attendono un trapianto che può salvare loro la vita. Eppure questa possibilità non sempre si realizza. Senza donatori non esistono trapianti. Oggi il fabbisogno supera la disponibilità di organi e questo crea una distanza concreta tra bisogno e risposta. Inoltre l’accesso al trapianto non è uniforme e dipende anche dal contesto in cui si vive. Questo introduce un tema fondamentale: l’equità. In Italia esiste un sistema solido e organizzato, capace di garantire qualità e sicurezza. Ma il sistema, da solo, non basta. Serve una scelta consapevole. Perché ogni donazione è, prima di tutto, una decisione che riguarda ciascuno di noi”.

“L’importanza della donazione di organi – evidenzia Mandrioli – è fondamentale e la struttura dell’Ucap rappresenta per la nostra realtà una vera eccellenza, capace di rispondere con efficienza alle richieste che giungono da ogni parte d’Italia”.

L’attività di procurement e trapianto si conferma quindi una questione di equità sanitaria. Il modello organizzativo italiano, basato su protocolli condivisi e standard elevati di sicurezza e tracciabilità, garantisce che ogni passaggio, dalla segnalazione del potenziale donatore alla realizzazione del trapianto, sia gestito in modo integrato e trasparente.

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