Eventi e cultura
20 Aprile 2026
Bilancio positivo per l’edizione 2026: qualità degli ospiti, grande partecipazione e sempre più giovani protagonisti nella Factory Grisù

Grisù 451, “oltre 2.500 presenze senza fondi pubblici”: il festival cresce e guarda al futuro

di Redazione | 3 min

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“Oltre 2500 presenze costruite con le nostre forze, senza attingere ad alcun contributo pubblico.” Paolo Panzacchi, direttore artistico di Grisù 451 – Festival delle Parole è particolarmente soddisfatto dell’edizione 2026. Come lui anche Alessandro Canella, presidente del Consorzio Factory Grisù, che fin dal suo esordio ospita e collabora al festival. “Un’edizione particolarmente soddisfacente – dice Canella – che ci lascia un segno profondo nel cuore.”

E aggiunge: “Vedere la partecipazione delle scuole cittadine (Liceo Ariosto e Liceo Carducci, ndr), i giovani che si avvicinano alla letteratura e con quale passione ci aiutano a portarla tra le persone è per noi motivo di orgoglio”.

“Siamo riusciti realmente a fare di Grisù – prosegue – un centro che porta fra le persone la cultura e la socialità. Credo che questo sia un segno importante di quello che con i nostri piccoli mezzi possiamo fare per la città. Aspettiamo di vedere quale sarà l’evoluzione di questo festival. Dopo quattro anni siamo solo agli inizi”.

Il direttore artistico individua tra i principali motivi di soddisfazione l’aver “ribadito la qualità della proposta”. Grisù 451 è riuscito anche quest’anno “a trovare grandi storie, avere alcuni dei nomi più importanti del panorama letterario italiano”.

Panzacchi ricorda Teresa Ciabatti, in dozzina allo Strega, Nicoletta Verna, Elena Stancanelli, Maria Grazia Calandrone, ma “anche esordienti di grande qualità” come Ilaria Camilletti, Elisa Andriano, Nicole Trevisan e Maria Teresa Rovitto.

Non dimentica le “conferme importanti del panorama letterario italiano” come Giulia Scomazzon e Mattia Insolia.

“Un ulteriore motivo di orgoglio – aggiunge – è quello di aver intrapreso, già dall’anno scorso, un lavoro stabile e costante con alcune giornaliste e giornalisti che ci hanno dato fiducia.” Una fiducia che si è trasformata in una “partecipazione attiva all’interno del festival”.

Quest’anno proprio al giornalismo è stata dedicata un’ampia tavola rotonda nella quale si è cercato di raccontare “l’evoluzione del mestiere di scrivere, di raccontare una storia in presa diretta”.

Particolare risalto Panzacchi vuole darlo anche alla tavola rotonda sul mondo delle traduzioni letterarie. “Uno degli eventi più partecipati e più vivi – dice -, che ha dato spunti di riflessione per lettrici e lettori che non si rivolgono solamente al mercato italiano e desiderano conoscere il lavoro di chi sta dietro alla traduzione.”

Infine la “grandissima risposta del pubblico” che è stata particolarmente soddisfacente fin dal primo giorno, quando il festival ha sconfinato oltre le mura di Grisù spostandosi in Darsena. “Una giornata – descrive il direttore artistico di Grisù 451 – legata maggiormente ai temi del territorio con Giorgio Bassani, Gianni Celati (nato a Sondrio da famiglia ferrarese, ndr) e la conclusione con ‘Pianura voci nella nebbia’ al Consorzio Grisù.”

“La risposta del pubblico – conclude Panzacchi – va oltre le nostre aspettative: giovani, turisti della cultura, operatori del settore librario e scolastico ci hanno reso consapevoli di aver lavorato bene per la città e per la letteratura.”

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