È stata depositata in Comune a Ferrara una petizione promossa dal Forum Ferrara Partecipata e sottoscritta da numerosi cittadini residenti, con l’obiettivo di chiedere al sindaco l’istituzione di una “Zona 30” lungo Corso Isonzo e una serie di interventi strutturali per migliorare la sicurezza stradale e la qualità della vita urbana.
Alla base della richiesta ci sono dati definiti “allarmanti” dagli stessi promotori. Secondo le rilevazioni del Comune e della Regione Emilia-Romagna, Corso Isonzo rappresenta uno degli assi più trafficati della città, con picchi fino a 800 transiti orari. Nel tratto compreso tra viale Cavour e via Darsena, tra il 2004 e il 2024 si sono verificati 211 incidenti gravi, con un bilancio di 2 morti e 234 feriti. Il costo sociale stimato supera i 10,9 milioni di euro nel periodo 2010-2024, pari a circa 843 mila euro all’anno, con un trend in crescita negli ultimi cinque anni.
Particolarmente critici alcuni nodi viari: l’incrocio Cassoli/Garibaldi conta 48 incidenti e 53 feriti, mentre la rotatoria Piave/Piangipane registra 75 incidenti, 84 feriti e una vittima. Il 59% degli incidenti avviene in direzione nord, verso il centro storico, e circa la metà coinvolge biciclette. Le fasce orarie più a rischio coincidono con i momenti di maggiore traffico, tra le 9 e le 11 e tra le 17 e le 19.
La petizione si articola in quattro richieste principali, coerenti con gli strumenti di pianificazione già adottati, tra cui il Piano Aria Regionale 2030 e il Piano urbano della mobilità sostenibile. In primo luogo, si chiede l’istituzione di una “Zona 30* su Corso Isonzo per ridurre velocità e traffico di attraversamento, tutelare utenti vulnerabili e migliorare la qualità della vita”. A questa si affianca la proposta di realizzare percorsi ciclabili sicuri lungo i controviali, con particolare attenzione alla messa in sicurezza degli incroci.
Tra gli interventi indicati figura anche la riorganizzazione della sosta, con parcheggi su un solo lato e la creazione di una ciclabile protetta a doppio senso sull’altro, oltre alla possibilità di riservare i posti auto del quartiere Giardino ai residenti, accompagnata da un potenziamento del trasporto pubblico. Infine, viene richiesto uno studio di fattibilità per soluzioni tecniche di moderazione del traffico, come rialzi degli attraversamenti, restringimenti di carreggiata, chicane, allargamento dei marciapiedi e modifiche alla viabilità in via Garibaldi.
Il documento richiama anche il quadro normativo di riferimento, citando gli articoli 6 e 7 del Codice della Strada, la Dichiarazione di Stoccolma Onu del 2020 e le misure previste dal Piano nazionale della sicurezza stradale e dal Pnrr, che incentivano interventi per la mobilità sostenibile e la sicurezza.
Nella petizione, Corso Isonzo viene definita “una ferita aperta per la sicurezza urbana di Ferrara”, con numeri che parlano di “10 incidenti gravi e 11 feriti in media ogni anno”. Da qui l’appello: “Non si può più aspettare”.
I promotori sottolineano inoltre che “La Zona 30 non è una misura punitiva per le auto, ma uno strumento riconosciuto a livello europeo e dalle Nazioni Unite per salvare vite”, ricordando come a 30 km/h il rischio di mortalità per un pedone investito sia significativamente inferiore rispetto ai 50 km/h.
Infine, l’invito all’amministrazione comunale è chiaro: considerare l’intervento una priorità e avviare al più presto il percorso di progettazione. “Rendere Corso Isonzo una strada più vivibile e sicura significa tutelare chi si sposta a piedi o in bici, sostenere il commercio di prossimità e restituire spazio alle persone. È una scelta di civiltà”.
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