È approdato ieri (martedì 14 aprile) in aula – davanti alla giudice Rosalba Cornacchia del tribunale di Ferrara – il processo a carico di Alex Borea, il 47enne accusato di stalking nei confronti di Lauro Collini e Graziana Arlotti, la coppia di coniugi che, lo scorso 25 aprile, nella loro abitazione di Boara, erano stati presi a colpi di fiocina dal padre dell’odierno imputato, il 64enne Sergio Borea, alla sbarra – in un procedimento parallelo – per duplice tentato omicidio.
Sebbene distinti sul piano giudiziario, i due procedimenti risultano comunque strettamente collegati tra loro.
Secondo la ricostruzione della Procura, infatti, Alex Borea – che abita nella casa a fianco a quella delle due vittime – avrebbe messo in atto una serie di condotte persecutorie nei confronti dei coniugi Collini dopo il loro rientro a casa, una volta dimessi dall’ospedale dove erano stati ricoverati per le lesioni riportate nell’aggressione.
Le accuse riguardano minacce di morte, tentativi di aggressione e comportamenti intimidatori reiterati, che si sarebbero protratti fino al 30 giugno 2025, data in cui i due – assistiti dall’avvocato Valentina Bordonaro – avevano deciso di sporgere la loro querela.
In particolare, Borea – difeso dall’avvocato Massimo Bissi – avrebbe rivolto ai coniugi frasi esplicitamente minacciose, tra cui: “Fosse l’ultima cosa che faccio, io vi ammazzo”, aggiungendo poi che “quello che non ha finito lui” – in riferimento al padre – “lo finisco io“.
Stando all’accusa, avrebbe inoltre tentato di colpire Lauro Collini con un mattarello, dopo averlo spintonato, e avrebbe assunto atteggiamenti provocatori e intimidatori, come fissare insistentemente entrambi i coniugi. Comportamenti che avrebbero alimentato nei due una costante paura per la propria incolumità fisica e psicologica, già profondamente compromessa dai precedenti fatti di violenza.
Il procedimento tornerà in aula il 15 settembre quando, come testimoni, saranno ascoltati i due coniugi e il luogotenente dei carabinieri Davide Bruni.
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