‘Ndrangheta a Ferrara. Il mondo della cosca Gallace
Il Kartodromo potrebbe essere una sorta di missione in avanscoperta, un test, un assaggio. Magari può essere l’inizio
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Si terrà proprio a Ferrara il primo raduno nazionale Maga in Italia. A lanciare la notizia sui social sono i principali sostenitori cisatlantici del presidente degli Stati Uniti
Sul futuro dei Tre Campi intervengono nuovamente i frequentatori storici, dopo il comunicato dell'associazione Cittadini del Mondo. A parlare sono Paolo Scaglianti, Werter Malisardi e Mayed Kalili, che ricostruiscono la situazione e le alternative possibili al problema
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Jennifer Felloni, vicepresidente Cia: “Nonostante la crescita del numero di aziende guidate da donne, l’imprenditoria femminile è spesso frenata da responsabilità familiari e sociali”
Patteggerà una pena di quattro anni il ragazzo ferrarese di 27 anni che, nella serata del 29 luglio 2024, a bordo della propria Fiat Panda, aveva investito e ucciso un’anziana, l’87enne Walmen Cavalieri, mentre stava attraversando a piedi la strada in via Comacchio, sulle strisce pedonali.
L’accordo, raggiunto tra la difesa del giovane – rappresentata dall’avvocato Giacomo Forlani – e la pm titolare del fascicolo di indagine Silvia Clinca, sarà formalizzato davanti al giudice Marco Peraro all’udienza del 3 giugno.
Al 27enne, che procedeva a una velocità di poco superiore ai 50 chilometri orari, la Procura di Ferrara contestava l’omicidio stradale aggravato dalla positività ad alcol e sostanze stupefacenti, oltre che l’omissione di soccorso e la fuga. Quest’ultima accusa è stata però derubricata dalla pm, alla luce del comportamento tenuto dal giovane dopo l’accaduto.
Il ragazzo infatti, subito dopo l’impatto, si era inizialmente allontanato senza prestare aiuto. Ma circa un’ora pià tardi era andato spontaneamente dai carabinieri, ammettendo le proprie responsabilità. Ai militari aveva raccontato che stava rientrando a casa dal lavoro e che non aveva capito la gravità dell’incidente, ritenendo di aver investito un animale. Con la madre quindi, era tornato in via Comacchio, comprendendo la reale portata dei fatti, notando le pattuglie e il corpo della vittima coperto da un lenzuolo bianco.
Resosi conto della tragedia, il giovane aveva quindi deciso, insieme alla madre, di presentarsi in caserma intorno alle 21.
Una versione ribadita anche durante l’interrogatorio davanti al pubblico ministero, prima di avanzare la richiesta di patteggiamento, occasione in cui ha nuovamente espresso il proprio pentimento, chiedendo scusa per quanto accaduto e provvedendo a risarcire totalmente i danni ai familiari della vittima.
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