Grattacielo. Gli sfollati cercano casa. “Porte chiuse agli stranieri”
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
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Ancora strada di sangue nel Ferrarese dove, nel pomeriggio di domenica 21 giugno, poco prima delle 17.30, il 58enne Raffaele Catozzi di Massa Fiscaglia è morto in un incidente stradale mentre stava viaggiando a bordo del proprio scooter
Si chiamava Hamrouni Hassen, il 30enne di nazionalità tunisina morto dopo il tragico incidente stradale avvenuto nella serata di sabato 20 giugno - intorno alle 21.20 - lungo via Copparo
Un biglietto offensivo e dai toni intimidatori lasciato all’interno del cancello di casa, schiamazzi notturni e gruppi di giovani che si ritrovano nei parchi pubblici. È la situazione denunciata da Anna Ferraresi, ex consigliera comunale e residente a Pontelagoscuro
Prosegue l'allerta gialla per temperature estreme in provincia di Ferrara. La Protezione Civile dell'Emilia-Romagna infatti, nelle scorse ore, ha emanato un nuovo bollettino meteo valido dalla mezzanotte del 22 a quella del 23 giugno
Nuovo sviluppo giudiziario sui presunti finanziamenti ad Hamas che coinvolge anche Ra’ed Dawoud, attualmente detenuto presso la casa circondariale di via Arginone. La Corte di Cassazione, mercoledì 8 aprile, ha infatti annullato con rinvio le ordinanze del Tribunale del Riesame di Genova che avevano confermato le misure cautelari disposte dal gip nei confronti di quattro indagati, tra cui lo stesso Dawoud.
La decisione della Suprema Corte riguarda, oltre a Dawoud, anche Mohammad Hannoun, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji, tutti accusati di aver sostenuto economicamente l’organizzazione palestinese Hamas. I giudici di legittimità hanno accolto i ricorsi presentati dalle difese, disponendo un nuovo esame della vicenda da parte del Riesame genovese, che dovrà pronunciarsi entro dieci giorni dal deposito delle motivazioni.
Nel frattempo, Dawoud resta detenuto nel carcere ferrarese, in attesa che il Tribunale (in diversa composizione) rivaluti la sussistenza dei presupposti per la custodia cautelare.
Un passaggio centrale della vicenda riguarda il tema delle prove: durante la requisitoria in Cassazione, la Procura generale aveva evidenziato criticità sull’utilizzabilità degli elementi forniti dall’intelligence israeliana, ritenuti non impiegabili nel procedimento. Una valutazione che ha trovato riscontro nella decisione della Corte, che ha di fatto escluso tali documenti dal quadro probatorio.
Parallelamente, la Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla Procura di Genova contro la scarcerazione di altri due indagati, Raed Al Salata e Khalil Abu Deiah, già rimessi in libertà dal Riesame. La loro posizione resta dunque invariata.
Ora si apre una nuova fase: spetterà nuovamente ai giudici genovesi stabilire se confermare o meno la detenzione degli indagati. Le motivazioni della Cassazione, attese nei prossimi giorni, saranno determinanti per orientare la decisione del Tribunale.
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