La Procura di Ferrara ha notificato la chiusura delle indagini preliminari nei confronti di un ragazzo nato nel 2002, di nazionalità italiana, accusato di aver venduto cocaina a Edoardo Bovini, 19enne morto nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2023 davanti al Big Town, a causa di un improvviso malore legato all’assunzione di una dose della sostanza stupefacente.
Oltre allo spaccio, tra le ipotesi di reato contestate al 24enne – difeso dall’avvocata Silvia Callegari – figura anche la morte come conseguenza di altro delitto.
Un’autopsia, effettuata nei giorni successivi alla tragedia per individuare eventuali profili di responsabilità, aveva evidenziato un nesso tra l’assunzione di cocaiana e la patologia cardiaca di cui il giovane soffriva, una tachicardia ventricolare che lo aveva costretto anche a smettere di praticare sport.
Bovini era figlio dell’ex compagna di Davide Buzzi, morto due settimane dopo proprio nel locale di proprietà di Vito Mauro Di Gaetano. Per la sua morte Di Gaetano e il padre Giuseppe sono stati condannati in primo grado a 28 anni di reclusione, pena che comprende anche il tentato omicidio di Lorenzo Piccinini.
Ai Di Gaetano Buzzi imputava di non aver chiamato per tempo i soccorsi per tentare di salvare il figliastro, a cui era molto legato. Sempre Buzzi avrebbe aggredito il presunto spacciatore circa due settimane dopo la morte di Bovini perché – dopo essere stato informato da uno dei suoi contatti – lo aveva ritenuto responsabile di avergli venduto la dose letale di cocaina che avrebbe provocato il malore fatale.
L’aggressione non fu mai denunciata, ma troverebbe riscontro nei messaggi estrapolati dalle chat telefoniche di Buzzi e in altri elementi raccolti dagli investigatori. Gli inquirenti collocano l’episodio al 25 agosto 2023, la stessa sera in cui Buzzi schiaffeggiò Mauro Di Gaetano dopo aver minacciato lui e i dipendenti del locale di bruciare il locale se non avessero chiuso immediatamente e pagato 3mila euro entro il 25 settembre.
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