Da giardino a parcheggio, il Comune diffida la ditta
Da giardino verde all'interno di un complesso residenziale che si affaccia su via Fiume, corso Isonzo, via Cassoli e corso Piave, ha rischiato di diventare un parcheggio
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È morto il 26 febbraio 2026, all’età di 73 anni, Giuseppe Albertini, storico esponente del socialismo ferrarese ed ex parlamentare della Repubblica. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione in tutta la provincia estense e nel mondo politico che con lui ha condiviso una lunga stagione di impegno amministrativo e istituzionale.
“La scomparsa dell’onorevole Giuseppe Albertini lascia un segno profondo nella comunità ferrarese e in tutti coloro che hanno condiviso con lui un tratto di strada politica e umana”, si legge nel ricordo diffuso da Gianni Squarzanti, dal direttivo Psi di Ferrara e da Rita Cinti Luciani del Movimento Socialista Liberale.
Albertini ha militato nel Partito Socialista Italiano, all’interno del quale si forma politicamente fino a diventare, a soli 26 anni, sindaco di Cento. Ha guidato la città dal 1978 al 1989, segnando un’epoca per la comunità centese. “Un uomo che, a detta di tutti, ha amato profondamente la sua città guidandola con convinzione e lungimiranza durante il suo mandato di sindaco”, viene ricordato. Durante quegli anni consolidò anche un forte rapporto politico con l’intera provincia di Ferrara.
Per i socialisti ferraresi, “ricordare Giuseppe Albertini significa parlare di una presenza costante e concreta, di un uomo coerente e dotato di una straordinaria capacità di mediazione”. Una cifra personale che lo accompagnò anche nei ruoli di partito: nel 1988 fu eletto segretario provinciale del Psi, dove “seppe promuovere un vero rinnovamento del gruppo dirigente, aprendo il partito a energie nuove senza mai rinnegare la propria tradizione”. Aveva ben chiaro che “un partito può vivere e crescere solo se sa rigenerarsi senza perdere la propria identità”.
Nel 1992 fu eletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione di Bologna per il Psi. Due anni dopo venne riconfermato nelle liste dei Progressisti nel collegio maggioritario di Ferrara. Nel 1996 fu eletto con il sistema proporzionale per la lista Rinnovamento Italiano nella circoscrizione Sicilia 1; nel 2001 conquistò il collegio maggioritario di Ortona, in Abruzzo, per la lista del Girasole. Negli ultimi mesi della legislatura aderì al neonato gruppo parlamentare della Rosa nel Pugno, concludendo il proprio mandato nel 2006.
Dopo il crollo del Psi, fu tra i fondatori dei Socialisti Democratici Italiani insieme a Enrico Boselli, assumendo l’incarico di tesoriere nazionale. Successivamente ricoprì il ruolo di Sottosegretario ai Trasporti nel governo guidato da Romano Prodi, distinguendosi come tra i principali promotori del progetto di riqualificazione dell’idrovia ferrarese e del collegamento tra Codigoro e Porto Garibaldi, convinto che quell’infrastruttura rappresentasse “una leva concreta di sviluppo per il territorio, per il turismo e per l’economia locale”. Una visione che resta ancora oggi un punto di riferimento.
Nel 2007 aderì al neonato Psi guidato da Riccardo Nencini, entrando a far parte della direzione nazionale. Successivamente si ritirò dalla vita politica a causa di una grave malattia invalidante, che lo ha accompagnato fino alla morte.
“Era spesso presente nella federazione di Ferrara, non per formalità, ma per convinzione autentica. Per lui la politica non si esauriva nelle istituzioni parlamentari o di governo: era soprattutto partecipazione, confronto e discussione diretta”, ricordano ancora i compagni di partito.
Alla famiglia sono state rivolte “le più sincere condoglianze da tutto il Psi e dal Movimento Socialista”. I funerali si terranno sabato alle 10.30 nella Chiesa di San Matteo della Decima. Con Giuseppe Albertini scompare una figura che ha attraversato oltre trent’anni di storia politica italiana, mantenendo saldo il legame con la sua terra e con la tradizione socialista.
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