Da giardino a parcheggio, il Comune diffida la ditta
Da giardino verde all'interno di un complesso residenziale che si affaccia su via Fiume, corso Isonzo, via Cassoli e corso Piave, ha rischiato di diventare un parcheggio
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Cristina Coletti dribbla le accuse di insicurezza e degrado e lancia una rete di collaborazione con i cittadini. Si chiama "Comunità Attiva" il nuovo progetto del Comune di Ferrara dedicato alla sicurezza partecipata e alla vivibilità del territorio
Il cordoglio per la scomparsa a 78 anni di Emma Bonino, leader di +Europa e storica leader del Partito Radicale insieme a Marco Pannella, una delle politiche più importanti che ha attraversato la storia della Repubblica, arriva anche da Ferrara
Da circa un mese, cominciando dal centro città, si cacciano fuori le mura tutti quelli che “sporcano” il salotto buono. Magari muoiono. Ma lontano...
"L’assessora Coletti smetta di rispondere ai problemi di sicurezza con formule da comunicato stampa". La segretaria comunale del Partito Democratico Giada Zerbini interviene dopo le notizie legate a degrado e sicurezza in città apparse sulla stampa locale negli ultimi giorni
di Arianna Poli*
L’educazione sessuo-affettiva nelle scuole non può più essere considerata un tema secondario, né un’attività affidata alla buona volontà dei singoli istituti. Deve diventare parte strutturale del percorso educativo di ragazze e ragazzi.
Per questo sosteniamo la raccolta firme per il referendum che ne chiede l’introduzione nelle scuole italiane.
Educazione sessuo-affettiva significa fornire strumenti per conoscere il proprio corpo e la propria sessualità, ma anche parlare di consenso, desiderio, rispetto dei confini, emozioni, relazioni e stereotipi di genere. Significa aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere comportamenti abusivi e dinamiche di controllo e a costruire relazioni libere e consapevoli.
Pensare che non affrontare questi argomenti significhi proteggere i più giovani è una follia. La sessualità, i modelli di relazione e gli stereotipi entrano molto presto nelle loro vite attraverso internet, social, pornografia e gruppo dei pari. La domanda, quindi, non è se incontreranno questi temi, ma con quali strumenti saranno in grado di comprenderli.
La scuola deve garantire a tutte e tutti, indipendentemente dalla famiglia in cui si nasce o dall’istituto che si frequenta, conoscenze adeguate e spazi sicuri e competenti di confronto.
È anche una questione di prevenzione. Di fronte a femminicidi e violenza di genere che continuano a susseguirsi con una frequenza sempre più intensa, non possiamo limitarci a intervenire quando la violenza è già avvenuta. Dobbiamo agire prima, anche sulla cultura del possesso e sugli stereotipi che attraversano le nostre relazioni.
Eppure c’è ancora chi trasforma tutto questo in uno scontro ideologico. Vannacci ne è una delle espressioni più rumorose: agitare lo spettro dell’“ideologia gender” significa alimentare paura intorno a qualcosa di molto semplice, dare alle nuove generazioni più conoscenza e più strumenti.
L’educazione sessuo-affettiva non dice a ragazze e ragazzi chi essere o chi amare. Insegna a conoscere, scegliere e rispettare sé stessi e gli altri.
Lasciarla fuori dalle scuole non significa essere neutrali. Significa lasciare ragazze e ragazzi ad affrontare tutto questo altrove e, troppo spesso, da soli.
*Co-portavoce di Coalizione Civica per Ferrara e consigliera comunale
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