Economia e Lavoro
25 Febbraio 2026
Verrà portata a 1300 euro mensili dal prossimo anno accademico ma solamente dal prossimo ciclo. Gualandi (Adi): "Speriamo si possa presto rimediare"

Nuovi dottorandi Unife, la borsa aumenta di 100 euro al mese

di Redazione | 2 min

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All’Università di Ferrara i dottorandi avranno 100 euro al mese in più nelle borse che dal prossimo anno accademico saliranno a 1300 euro al mese. La misura è stata approvata all’unanimità dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione dell’Università di Ferrara, riuniti in seduta comune mercoledì 25 febbraio.

Si tratta di una mediazione portata avanti da Adi Ferrara, associazione che rappresenta dottorandi e dottori di ricerca, e ritenuta “necessaria e urgente”. Inizialmente avevano chiesto di portare le borse fino a 1425 euro netti rispetto agli attuali 1195.

Si tratta di un primo passo verso un miglioramento economico ritenuto necessario anche per via del costo della vita in continuo aumento anche a Ferrara. Un primo passo perché l’aumento per ora è previsto solamente per le nuove borse di studio, quelle che saranno assegnate dall’anno accademico 2026/2027. Chi è già stato ammesso tra i dottorandi di Unife non otterrà dunque un miglioramento economico nonostante Adi continui a lavorare per cercare di ottenerlo.

“Ci sarebbe piaciuto – dice la coordinatrice Sofia Gualandi – vedere un aumento immediato di tutte le borse, a partire dai cicli di dottorato già in corso, e non solo per i nuovi ingressi. Sarebbero bastate alcune centinaia di migliaia di euro, a fronte di un bilancio in utile di oltre 40 milioni. Così si crea una ingiusta discriminazione tra colleghi. Speriamo si possa presto rimediare”.

“La borsa di dottorato – spiega sempre Gualandi – attualmente corrisposta a dottorande e dottorandi di Unife, pari al minimo ministeriale di 1.195€ netti al mese per dodici mensilità, non è adeguata a garantire un’esistenza dignitosa a questa componente della comunità universitaria e cittadina”.

“L’aumento del costo della vita a Ferrara – aggiunge -, causata tra l’altro dalla spinta inflazionistica, con particolare riferimento all’aumento del costo delle locazioni e delle utenze, nonché di beni e servizi essenziali come generi alimentari e trasporti, costringe i dottorandi e le dottorande a soluzioni che non permettono un’effettiva emancipazione dalla famiglia di origine, trasformando l’opportunità di accesso al dottorato in un privilegio di classe”.

Un contesto nel quale Unife “corre il rischio di perdere attrattività sia rispetto al mercato del lavoro privato, sia rispetto ad altri Atenei che offrono borse di dottorato superiori al minimo”. “Ciò rischia – precisa Gualandi – di avere ricadute negative, come già in parte avviene, sulla capacità innovativa dei gruppi di ricerca, sulle capacità progettuali dei Dipartimenti, sul supporto alla docenza e alla componente studentesca, e sulla possibilità di ricambio generazionale che l’iniezione di dottorande e dottorandi garantisce all’Università”.

“Continueremo a spiegare – conclude – che la ricerca è lavoro e che serve valorizzarla e retribuirla dignitosamente”.

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