Economia e Lavoro
25 Febbraio 2026
I sindacati: "Non c'è intenzione di farlo venire meno ma è legittimo mobilitarsi in quella occasione perché è forte il bisogno e il diritto di essere ascoltati"

Sciopero dei dipendenti del Comune il 5 giugno, è il giorno del concerto di Vasco

di Redazione | 3 min

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I sindacati hanno proclamato una giornata di sciopero, il 5 giugno, per tutti i settori del Comune di Ferrara, “a fronte del grave e persistente deterioramento delle relazioni sindacali, ormai giunto a un livello non più sostenibile”.

Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Sulpl e la rsu aziendale hanno scelto una “data importante per la città”, la prima delle due date di concerto di Vasco Rossi al Parco Urbano. “Non c’è nessuna intenzione – scrivono – di far venir meno tutto ciò ma allo stesso tempo è legittimo mobilitarsi in quella occasione perché è altrettanto forte il bisogno ed il diritto di essere ascoltati per avere finalmente risposte concrete e soddisfacenti ancora oggi nella piena disponibilità dell’amministrazione comunale”.

Una decisione che nasce “dall’assenza totale di risposte da parte dell’Amministrazione comunale, nonostante decine di richieste formali, pec, convocazioni e ripetuti tentativi di apertura di un confronto costruttivo, culminati anche nel percorso di conciliazione prefettizia conclusosi con esito negativo”.

Ultimo di questi incontri il 3 febbraio quando unitariamente i sindacati hanno chiesto “la definizione di un calendario strutturato di informazione, confronto e contrattazione su tutte le questioni ancora aperte al fine di poter superare la situazione. Anche in questa occasione non è pervenuto alcun riscontro”.

Molti i punti senza risposta: “dalla definizione del nuovo regolamento sui buoni pasto, nonostante impegni precedentemente assunti all’applicazione delle progressioni verticali in deroga previste dal vigente Ccnl, per il riconoscimento giuridico di chi svolge da anni mansioni superiori”. E ancora: “l’avvio di un percorso serio di stabilizzazione del personale educativo, il giusto riconoscimento dei profili professionali e un confronto sulla prospettiva dei servizi nonché l’aggiornamento di accordi in larga parte inadeguati alla evoluzione dei servizi stessi; il recupero e il rafforzamento delle Progressioni Economiche Orizzontali, azzerate nel 2025 scaturito in un mancato accordo tra le parti ed un atto unilaterale dell’Ente che rappresenta un grave precedente; la condivisione di un regolamento sul lavoro agile, strumento ormai consolidato in molte amministrazioni; l’incremento del fondo del salario accessorio attraverso l’applicazione condivisa e sostenibile del Decreto PA che consentirebbe politiche del personale più efficaci, eque e realmente valorizzanti; la costruzione di un progetto strutturato di welfare aziendale oggi presente in tante realtà; la gestione delle gravi carenze di organico, che stanno compromettendo sia le condizioni di lavoro sia la qualità dei servizi, nonostante l’Ente disponga di un’importante capacità assunzionale”.

“Le relazioni sindacali – scrivono – non possono rappresentare un ostacolo, bensì uno strumento essenziale e fondante della Contrattazione Collettiva, essenziale per costruire condizioni di lavoro e stipendiali dignitose, di tutela del lavoro pubblico e di qualità dei servizi. Ignorarle significa assumersi la responsabilità di un progressivo deterioramento organizzativo”.

Ribadiscono dunque la loro “piena e immediata disponibilità ad avviare un confronto serio e rispettoso già nei prossimi giorni, al fine di superare l’attuale situazione. In assenza di risposte concrete, ciascuno dovrà assumersi le proprie responsabilità”.

Fanno dunque sapere che a marzo si terranno nuove assemblee in tutti i luoghi di lavoro per informare il personale sugli eventuali sviluppi, approfondire gli aspetti organizzativi e raccogliere ulteriori criticità, nella prospettiva di un percorso condiviso.

“Servono risposte – concludono -. Serve rispetto per chi lavora. Serve che l’Ente eserciti pienamente la propria responsabilità istituzionale verso lavoratrici, lavoratori, cittadinanza e questo ancor prima che nei confronti delle parti sindacali”.

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