Cronaca
25 Febbraio 2026
Il giudice Palasciano chiude il procedimento. La difesa: "Riconosciuta la fondatezza delle nostre ragioni"

Esercizio abusivo della professione. Non luogo a procedere per il medico Federico Di Lascio

di Pietro Perelli | 2 min

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Non luogo a procedere per Federico Di Lascio. Il giudice Giuseppe Palasciano si è pronunciato sul procedimento che vedeva imputato il medico con l’accusa di esercizio abusivo della professione.

“Sono molto soddisfatto per il risultato processuale ottenuto – ha detto l’avvocato difensore Marco Linguerri – con la sentenza di questa mattina (24 febbraio, ndr) che altro non fa che riconoscere la fondatezza di quanto da noi sostenuto fin dalla fase delle indagini. Ma ancor di più sono felice perché questa sentenza restituisce al mio assistito la serenità che merita e di cui ha sempre avuto diritto”.

La vicenda affonda le sue origini nel 2015, quando la Regione Sicilia dispose nei confronti di Di Lascio – figlio di Bruno Di Lascio, presidente dell’Ordine dei medici – la decadenza dal conseguimento del diploma di medicina generale con effetto retroattivo. A seguito di tale provvedimento, anche la Regione Emilia-Romagna lo cancellò dalla graduatoria dei medici di base.

Secondo quanto contestato, mentre frequentava in Sicilia il corso di formazione obbligatorio per l’accesso al Servizio sanitario nazionale, Di Lascio svolgeva parallelamente attività libero professionale come medico di guardia in una casa di cura cittadina. Un’attività che la normativa esclude per chi frequenta il corso in via ordinaria e a tempo pieno e che non sarebbe stata indicata in due autocertificazioni presentate nel 2010 e nel 2012.

Nel 2016 il medico ottenne una sospensiva dal Tar Sicilia dopo aver presentato ricorso in sede amministrativa. Nel 2017 lo stesso tribunale respinse però il ricorso nel merito.

La vicenda è proseguita fino al 2022, quando il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia ha dichiarato inammissibile il ricorso per la revocazione della sentenza del 2020, che aveva confermato l’incompatibilità tra il corso di formazione in medicina generale e l’attività libero professionale.

Da questi sviluppi è nato un esposto da parte di un’associazione locale, che ha portato all’apertura del nuovo procedimento per esercizio abusivo della professione, con l’accusa di avere esercitato come medico di medicina generale nonostante la decadenza, con effetto retroattivo, dal titolo abilitante.

Va precisato che Di Lascio ha continuato e continua a esercitare la professione medica, conseguendo nel frattempo anche altre specializzazioni. L’esposto riguardava quel periodo intermedio in cui l’azione amministrativa aveva sancito l’impossibilità di operare come medico di base.

Con la decisione del giudice Palasciano, il procedimento si è concluso con una pronuncia di non luogo a procedere.

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