“Il benessere dei cittadini non va in ferie”: Kamarashev (M5S) lancia alcune proposte
"Voglio sapere cosa deve ancora essere fatto, dove, con quali priorità e soprattutto entro quando. Questa è la differenza tra polemica e controllo politico»
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"Se aveste la possibilità di cambiare una sola cosa concreta di Ferrara, città e frazioni, quale sarebbe?" È da questa domanda posta sul proprio profilo Facebook che la consigliera Anna Zonari (La Comune di Ferrara) ha fatto partire una piccola consultazione che ha raccolto 158 commenti
Dieci giorni al Baluardo Santa Maria della Fortezza dove, scrive il Pd, "ritrovarsi, discutere, mangiare insieme, ascoltare musica, incontrare autrici e autori, parlare della città e del Paese"
"Nella sconsiderata gara a chi è più cattivo non resti travolta la civile convivenza". È questo il titolo scelto da Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile Ferrara per intervenire sulla vicenda che nelle ultime settimane ha acceso il confronto politico a Portomaggiore
Il sottosegretario interviene e propone un confronto tra l'atteggiamento di Lepore, sindaco di Bologna, sul caso Fakir e quello di Bernardi, sindaco di Portomaggiore, sul caso in discussione
Le Donne Democratiche di Ferrara aderiscono alla mobilitazione in programma domenica 15 febbraio a Bologna, promossa dai centri antiviolenza e dalle associazioni femministe, contro la riformulazione del cosiddetto Ddl Stupri presentata in Senato.
Riteniamo grave qualsiasi modifica che rischi di indebolire l’impianto approvato all’unanimità alla Camera, fondato sul principio del consenso libero e attuale. Un principio chiaro e fondamentale: senza consenso non c’è relazione, ma violenza.
Saremo in piazza a Bologna, insieme alle Donne Democratiche di Bologna e dell’Emilia-Romagna, al fianco dei centri antiviolenza e di tutte le realtà che ogni giorno contrastano la violenza maschile contro le donne, dentro e fuori le istituzioni.
Il sistema dei centri antiviolenza e delle case rifugio della nostra regione rappresenta un presidio essenziale di protezione, accoglienza e autonomia per chi subisce violenza. È un modello costruito nel tempo grazie alla collaborazione tra istituzioni e associazioni e costituisce un patrimonio pubblico che va sostenuto e rafforzato, non messo in discussione.
Qualsiasi impostazione normativa che finisca per spostare sulle vittime l’onere di dimostrare il dissenso rischia di rappresentare un arretramento culturale e giuridico. La direzione indicata dalle convenzioni internazionali e dalle normative europee è chiara: mettere al centro il consenso e l’autodeterminazione delle persone.
Per questo saremo in piazza: per difendere un principio di civiltà e per affermare con forza che il contrasto alla violenza di genere non può essere solo una ricorrenza simbolica, ma deve tradursi in scelte legislative coerenti e in un impegno quotidiano.
Ilaria Baraldi – portavoce Donne Democratiche Ferrara
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