“Se aveste la possibilità di cambiare una sola cosa concreta di Ferrara, città e frazioni, quale sarebbe?”
È da questa domanda posta sul proprio profilo Facebook che la consigliera Anna Zonari (La Comune di Ferrara) ha fatto partire una piccola consultazione che ha raccolto 158 commenti nei quali sono state avanzate proposte su lavoro, mobilità, verde, accessibilità, casa, servizi e spazi pubblici.
“Mi ha colpito – ha detto la consigliera a proposito del sondaggio – non soltanto il numero delle risposte, ma soprattutto la loro qualità: quasi tutte concrete, spesso molto precise, nate dall’esperienza quotidiana o da problemi vissuti personalmente. E con pochissima velata polemica, cosa tutt’altro che scontata sui social”.
Tra i temi emersi con maggiore forza ci sono il lavoro e la capacità di Ferrara di trattenere e attrarre persone, collegamenti migliori per i pendolari, autobus più frequenti e accessibili, una rete ciclabile continua e sicura anche verso le frazioni, tutela degli alberi esistenti e più ombra, stop al consumo di suolo e recupero dell’esistente.
Moltissime indicazioni riguardano anche la vita quotidiana: marciapiedi, caditoie, cestini, panchine, fontane, bagni nei parchi, illuminazione e sicurezza stradale. Particolarmente significativi i contributi sull’accessibilità e sull’eliminazione delle barriere architettoniche, così come quelli di chi vive ogni giorno la fatica della cura di un familiare anziano.
Sono emerse inoltre richieste su casa e affitti, sanità, nidi e servizi per le famiglie, biblioteche e cultura, spazi gratuiti di aggregazione, commercio di vicinato, frazioni, rumore e qualità degli spazi pubblici.
“Non tutto ciò che è stato proposto è di competenza diretta del Comune e alcune idee sono anche molto diverse tra loro. Ma le persone non vivono divise per competenze amministrative: la politica deve saper dialogare anche con Ausl, Regione, Governo e soggetti gestori e rappresentare i bisogni della propria comunità”.
Per Zonari, l’esperienza conferma soprattutto il valore della partecipazione diretta: “Parliamo spesso di portatori di interesse. Ma i primi portatori di interesse sono le persone che abitano una città, ci lavorano, studiano, prendono l’autobus, accompagnano un figlio a scuola, assistono un genitore anziano, si muovono in carrozzina o arrivano in bicicletta da una frazione. Nessuno conosce una città meglio di chi la vive ogni giorno. Ascoltare non significa promettere di fare tutto: significa conoscere i problemi reali prima di decidere”.
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