Inchiesta Dda. Bergamini (Fn): “Tenere alta la guardia contro rischio infiltrazioni”
L'onorevole di Futuro Nazionale dopo l'operazione dei carabinieri: "Ribadire con forza che Ferrara è e deve rimanere impenetrabile a logiche di stampo mafioso"
L'onorevole di Futuro Nazionale dopo l'operazione dei carabinieri: "Ribadire con forza che Ferrara è e deve rimanere impenetrabile a logiche di stampo mafioso"
Figura anche il nome di Francesco Carità tra le 26 persone indagate dalla Procura distrettuale antimafia di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte infiltrazioni della 'Nrangheta nei circuiti di minimoto di Aprilia, Acerra e Ferrara
Tornerà in aula col nuovo anno il processo d'appello per la maxi-inchiesta Wall Street che, ad aprile 2022, quattro anni dopo l'inizio delle indagini, portò a una pioggia di condanne in primo grado per lo spaccio di droga in zona Gad da parte di clan nigeriani, ai piedi del Grattacielo
Lo scorso 21 ottobre, i carabinieri di Baura supportati dai colleghi di Pontelagoscuro e Porotto, hanno arrestato quattro giovani di età compresa tra i 20 e i 23 anni residenti in altre province, con l’accusa di rapina aggravata in concorso e lesioni personali gravi
Brutto incidente e tanto spavento nella tarda mattinata di sabato (24 ottobre) a Jolanda di Savoia, durante la gara ciclistica amatoriale lungo la Gran Linea. Due gli atleti feriti, soccorsi dai sanitari
Ancora guai per Lorenzo Piccinini, il 23enne condannato a tre anni in Appello per la tentata estorsione al bar Big Town di via Bologna, dove il 1° settembre 2023 era stato ucciso il 43enne Davide Buzzi per mano di Vito Mauro e Giuseppe Di Gaetano.
Il giovane infatti, che era agli arresti domiciliari con l’autorizzazione a uscire soltanto in orari ben precisi, durante un controllo dei carabinieri, non ha aperto la porta di casa. E così, dopo la segnalazione dei militari, è stato portato nel carcere di via Arginone.
Il fatto risale allo scorso 27 gennaio quando, impegnati in un servizio di pattugliamento del territorio, i carabinieri del Norm di Ferrara erano andati a controllare che il giovane fosse all’interno dell’abitazione.
Non appena arrivati davanti alla casa, però, i militari avevano immediatamente notato che qualcosa non andava: stranamente infatti, nonostante fosse pieno giorno, le tapparelle erano tutte abbassate.
Così dopo aver suonato ripetutamente al campanello senza ricevere alcuna risposta, i militari hanno relazionato quanto accaduto alla Corte d’Appello di Bologna che, preso atto degli accertamenti, ha disposto l’aggravamento della misura cautelare a cui Piccini era sottoposto.
Durante la mattinata di ieri (giovedì 12 febbraio) quindi, su disposizione dei magistrati bolognesi, i carabinieri di Pontelagoscuro hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del 23enne, arrestandolo e trasferendolo in carcere.
Contattato da Estense.com, il legale che difende il 23enne, l’avvocato Giampaolo Remondi, ha fatto sapere di aver già fatto appello al Tribunale della Libertà, evidenziando l’insussistenza della violazione da parte del proprio assistito.
La condanna di Piccinini a tre anni in Appello è relativa alla tentata estorsione ai danni di Vito Mauro Di Gaetano, proprietario del bar Big Town di via Bologna, a cui – con la complicità del 43enne Davide Buzzi – aveva chiesto il versamento di una sorta di ‘pizzo’ pari a 3mila euro, dietro la promessa – qualora non avesse ubbidito – di dare fuoco al locale.
I 3mila euro di ‘pizzo‘ erano la somma che Buzzi aveva iniziato a chiedere mensilmente come ‘risarcimento‘ a Vito Mauro Di Gaetano dopo la morte del proprio figliastro, il 19enne Edoardo Bovini, stroncato da un improvviso malore che il giovane accusò mentre era con un gruppo di amici all’esterno del Big Town nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2023.
Buzzi, infatti, riteneva il titolare del locale responsabile per aver tardato nel telefonare ai soccorsi, ma – come venne successivamente accertato – quella sera Vito Mauro Di Gaetano non era a Ferrara, bensì nell’altra attività che gestiva a Modena.
Buzzi e Piccinini alla fine non riuscirono nel loro intento estorsivo, fermati e sorpresi dalla violenta reazione di Vito Mauro e Giuseppe Di Gaetano, che uccisero il primo e ferirono gravemente il secondo che, sopravvissuto alle gravi ferite, è finito sotto accusa per tentata estorsione.
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