Cronaca
14 Febbraio 2026
Il giovane era ai domiciliari dopo la condanna a tre anni per la tentata estorsione ai Di Gaetano. I militari hanno suonato al campanello dell'abitazione, ma nessuno ha aperto la porta

Big Town, non risponde al controllo dei carabinieri. Piccinini finisce in carcere

di Davide Soattin | 3 min

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Ancora guai per Lorenzo Piccinini, il 23enne condannato a tre anni in Appello per la tentata estorsione al bar Big Town di via Bologna, dove il 1° settembre 2023 era stato ucciso il 42enne Davide Buzzi per mano di Vito Mauro e Giuseppe Di Gaetano.

Il giovane infatti, che era agli arresti domiciliari con l’autorizzazione a uscire soltanto in orari ben precisi, durante un controllo dei carabinieri, non ha aperto la porta di casa. E così, dopo la segnalazione dei militari, è stato portato nel carcere di via Arginone.

Il fatto risale allo scorso 27 gennaio quando, impegnati in un servizio di pattugliamento del territorio, i carabinieri del Norm di Ferrara erano andati a controllare che il giovane fosse all’interno dell’abitazione.

Non appena arrivati davanti alla casa, però, i militari avevano immediatamente notato che qualcosa non andava: stranamente infatti, nonostante fosse pieno giorno, le tapparelle erano tutte abbassate.

Così dopo aver suonato ripetutamente al campanello senza ricevere alcuna risposta, i militari hanno relazionato quanto accaduto alla Corte d’Appello di Bologna che, preso atto degli accertamenti, ha disposto l’aggravamento della misura cautelare a cui Piccini era sottoposto.

Durante la mattinata di ieri (giovedì 12 febbraio) quindi, su disposizione dei magistrati bolognesi, i carabinieri di Pontelagoscuro hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del 23enne, arrestandolo e trasferendolo in carcere.

Contattato da Estense.com, il legale che difende il 23enne, l’avvocato Giampaolo Remondi, ha fatto sapere di aver già fatto appello al Tribunale della Libertà, evidenziando l’insussistenza della violazione da parte del proprio assistito.

La condanna di Piccinini a tre anni in Appello è relativa alla tentata estorsione ai danni di Vito Mauro Di Gaetano, proprietario del bar Big Town di via Bologna, a cui – con la complicità del 41enne Davide Buzzi – aveva chiesto il versamento di una sorta di ‘pizzo’ pari a 3mila euro, dietro la promessa – qualora non avesse ubbidito – di dare fuoco al locale.

I 3mila euro di ‘pizzo‘ erano la somma che Buzzi aveva iniziato a chiedere mensilmente come ‘risarcimento‘ a Vito Mauro Di Gaetano dopo la morte del proprio figliastro, il 19enne Edoardo Bovini, stroncato da un improvviso malore che il giovane accusò mentre era con un gruppo di amici all’esterno del Big Town nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2023.

Buzzi, infatti, riteneva il titolare del locale responsabile per aver tardato nel telefonare ai soccorsi, ma – come venne successivamente accertato – quella sera Vito Mauro Di Gaetano non era a Ferrara, bensì nell’altra attività che gestiva a Modena.

Buzzi e Piccinini alla fine non riuscirono nel loro intento estorsivo, fermati e sorpresi dalla violenta reazione di Vito Mauro e Giuseppe Di Gaetano, che uccisero il primo e ferirono gravemente il secondo che, sopravvissuto alle gravi ferite, è finito sotto accusa per tentata estorsione.

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