Attualità
8 Gennaio 2026
Nel mirino degli attivisti la partecipazione di Israele a Milano Cortina 2026, Cio e i main sponsor dell'evento

La Fiamma Olimpica tra proteste e bandiere palestinesi

di Elena Coatti | 2 min

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“Fuori Israele dalle Olimpiadi”: queste le parole che hanno scandito il passaggio della Fiamma Olimpica in città. Lungo il percorso dei tedofori, infatti, si è levata con forza la protesta del collettivo Ferrara per la Palestina, che ha trasformato la staffetta in un momento di denuncia politica contro le complicità dei Giochi e “l’ipocrisia del movimento olimpico”.

Bandiere palestinesi hanno accompagnato il passaggio della fiamma, mentre da finestre e balconi pendevano striscioni contro la partecipazione di Israele alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Nel mirino degli attivisti anche gli sponsor ufficiali dell’evento, Coca-Cola ed Eni, accusati di essere simboli di un modello economico responsabile di devastazione ambientale e complice delle politiche genocidiarie di Israele contro il popolo palestinese.

Non sono mancati momenti di tensione: alcune contestazioni verbali hanno accompagnato la protesta, ma senza degenerare in scontri. Un dissenso visibile e determinato, che ha rotto l’immagine patinata di un evento presentato come neutrale e universale.

“La Fiamma è diventata emblema di oppressione – spiegano gli attivisti -. Dal 1948 il popolo palestinese vive privato dei propri diritti fondamentali e sottoposto a un regime di apartheid da parte di Israele. Nonostante le ripetute condanne internazionali, il Comitato Olimpico Internazionale continua a consentire la partecipazione della squadra israeliana, offrendo una copertura politica attraverso lo sport, una forma di vero e proprio sportwashing”.

Durissima anche l’accusa di doppio standard: mentre la Russia è stata esclusa dai Giochi di Milano-Cortina 2026 per l’invasione dell’Ucraina, Israele “continua ad essere accolta senza sanzioni, nonostante le gravi accuse di genocidio e le tensioni militari che coinvolgono più Paesi della regione”, spiegano da Ferrara per la Palestina.

“La lotta per la giustizia palestinese è una lotta globale e lo sport non è mai neutrale – affermano gli attivisti -. Rifiutare la Fiamma Olimpica come simbolo significa smascherare una narrazione che parla di pace mentre convive con l’oppressione e rivendicare un’idea di Olimpiadi davvero fondata su giustizia, solidarietà e uguaglianza tra i popoli”.

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