L’allarme è nato in classe, tra i banchi di scuola. Quando le maestre hanno iniziato a notare qualcosa che in lui non andava: nervosismo, agitazione, confusione e difficoltà di vario tipo, ma soprattutto un forte odore di fumo che proveniva dai vestiti e dallo zaino. Poi gli accertamenti medici, voluti dal padre, e il responso choc del test del capello che non ha lasciato spazio a molte interpretazioni: 1,436 nanogrammi di cocaina per milligrammo e 0,172 di benzoilecgonina. Ovvero? Positivo alla cocaina ad appena dieci anni.
Protagonista della vicenda è un bambino che è già al centro di una separazione turbolenta, segnata da scontri legali tra i genitori. Attualmente vive con la madre – in affidamento congiunto – ma la situazione è complicata. Aperta infatti c’è già una causa civile che sarà discussa il 1° ottobre, quando il papà chiederà la revisione dell’affidamento con l’obiettivo di ottenere la custodia esclusiva del minore, non solo per i risultati dei test tossicologici, ma anche per tutta una serie di situazioni borderline legate al rapporto tra la donna e il figlioletto.
Ultimo, non per importanza, quanto accaduto lo scorso giugno, quando le maestre hanno iniziato a segnalare problemi comportamentali nell’alunno e l’odore persistente di fumo. Da lì gli esami clinici: alle urine il risultato è stato negativo, mentre il test del capello, condotto in un laboratorio di Milano, ha rivelato valori chiari di esposizione a sostanze stupefacenti. Gli specialisti – questa l’ipotesi più probabile – ritengono che il bambino sia stato esposto al fumo di cocaina, inalato in un ambiente in cui la sostanza sarebbe stata consumata.
A inizio settembre, assistito dall’avvocato Francesco Mantovani, il padre ha quindi fatto un primo esposto ai carabinieri e successivamente ha sporto denuncia-querela contro la madre, ipotizzando reati che vanno dal maltrattamento in famiglia alla violazione degli obblighi di assistenza.
Ora la palla passerà alla magistratura, che dovrà decidere se e come procedere.
“Il padre – dice Mantovani, sentito da Estense.com – è sconvolto e sta cercando di trovare una soluzione a questa positività all’esame del capello. Abbiamo già allertato i servizi sociali e spero che tutto si risolva in breve tempo per il bene del minore, che al momento è l’unica questione che ci interessa“.
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