Da giardino a parcheggio, il Comune diffida la ditta
Da giardino verde all'interno di un complesso residenziale che si affaccia su via Fiume, corso Isonzo, via Cassoli e corso Piave, ha rischiato di diventare un parcheggio
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Pontelangorino. Sono due gli indagati per la tragica fine di Marius Bochis, il 41enne operaio di nazionalità rumena che – durante il pomeriggio di venerdì 21 marzo – è morto all’interno di un silo della Grandi Riso Spa, dopo un volo di circa dieci metri che purtroppo non gli ha lasciato scampo.
A ricevere gli avvisi di garanzia – nelle scorse ore – sono stati il responsabile legale della Grandi Riso Spa e quello della Montaggi Industriali Srl, la ditta esterna di Ceregnano, in provincia di Rovigo, per cui la vittima lavorava. A entrambi viene contestato l’omicidio colposo in violazione delle norme antinfortunistiche sul lavoro.
Il primo è assistito dall’avvocato Giuseppe Alamia del foro di Milano, che – per conto del proprio assistito – si dice pronto a fornire quanto necessario alle indagini per ricostruire i fatti: “La vittima era una persona stimata e conosciuta all’interno dell’azienda Grandi Riso, dove lavorava come esperto manutentore da parecchi anni. Ci mettiamo a disposizione dell’autorità giudiziaria, fornendo la massima collaborazione agli inquirenti, affinché venga fatta luce su quanto successo”.
Ad assistere il secondo è invece l’avvocato Ezio Conchi del foro di Rovigo: “Il mio assistito è molto addolorato per quanto successo. Parliamo della morte di un operaio dipendente che lavorava lì da molti anni, dal 2007. Era un uomo capace, esperto e formato, oltre che idoneo allo svolgimento delle operazioni di manutenzione che stava effettuando. Insomma, sapeva qual era il suo lavoro, sapeva fare a muoversi e anche noi vogliamo capire come sia potuta accadere tutta la vicenda. Al momento siamo ancora in fase di svolgimento indagini. La Procura farà gli accertamenti necessari e, se ci saranno delle responsabilità, ci difenderemo”.
L’avviso di garanzia – lo ricordiamo – è un atto dovuto in modo tale da permettere alle persone sottoposte a indagine di prendere parte – tramite la nomina di un consulente di parte – agli accertamenti tecnici irripetibili che la Procura di Ferrara disporrà nelle prossime ore per ricostruire quanto successo in quegli istanti che sono costati la vita al 41enne.
A questo proposito, per la giornata di giovedì 27 marzo, negli uffici di via Mentessi, è fissato il conferimento dell’incarico al medico legale Margherita Neri per svolgere l’autopsia sul corpo dell’operaio.
Al momento, dopo i sopralluoghi di Spisal, medico legale e carabinieri, l’area in cui è avvenuto l’incidente mortale resta sotto sequestro come disposto dalla pm Barbara Cavallo e non è escluso che – come succede in questi casi – ci possano essere ulteriori approfondimenti sulla dinamica dei fatti.
Due infatti restano le ipotesi sul tavolo degli inquirenti a cui si cercano conferme. La prima è che l’operaio, mentre stava lavorando alla copertura del silo per sostituire alcune assi, sia accidentalmente scivolato, perdendo l’equilibrio e finendo al suolo. La seconda è che alcune di quelle assi si sarebbero rotte sotto di lui, aprendo una voragine che lo avrebbe fatto successivamente catapultare a terra con una caduta violenta che lo ha ucciso, compromettendo ogni tentativo di salvataggio.
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