Tari, Zerbini (Pd): “Ferrara differenzia, ma paga sempre di più”
Ferrara differenzia quasi l’88% dei rifiuti, ma le famiglie pagano una Tari sempre più alta. È questo il paradosso che il Comune deve spiegare
Ferrara differenzia quasi l’88% dei rifiuti, ma le famiglie pagano una Tari sempre più alta. È questo il paradosso che il Comune deve spiegare
"Facciamo come i polli di Renzo quando si reca dall'Azzecca-garbugli. Inutile beccarsi tra di noi, l'uno contro l'altro: sarebbe meglio rimanere uniti per fare ciò che serve per tornare nelle nostre case". In questa frase c'è molto di quello che diversi residenti del Grattacielo vorrebbero dire ma che, finora, non hanno avuto occasione di esprimere
Le opposizioni in Consiglio comunale chiedono la convocazione di una commissione consiliare dedicata alla situazione della Casa circondariale "Costantino Satta" di Ferrara
Intervento di Paola Peruffo, componente del direttivo provinciale di Fratelli d'Italia: "Positivo l’impegno del Comune di Ferrara"
I Consiglieri comunali Fabio Anslemo (Civica Anselmo) e Davide Nanni (Pd) intervengono sulla cessione di Amsef: "Perché tenere nascoste le carte se il “perfezionamento” della cessione di Amsef era una formalità ormai così imminente?"
Da una legge di bilancio uscita dal Consiglio dei Ministri senza un euro per dare risposte alla grave emergenza abitativa che colpisce centinaia di migliaia di famiglie italiane, dopo la mobilitazione delle scorse settimane sul diritto alla casa promosse da Sunia e Uniat assieme a Cgil e Uil, in Commissione Bilancio della Camera è stato approvato un emendamento alla legge che prevede lo stanziamento di 10 milioni per il 2025 e 20 nel 2026.
Si tratta di una misura assolutamente insufficiente, basti pensare che, se approvata in sede definitiva, significa che nella nostra regione arriveranno circa 800.000 mila euro a fronte dei 1340 sfratti del 2023 con previsione di crescita nel 2024. Anche a Ferrara la situazione sicuramente non migliorerà rispetto all’anno precedente con aumento dei procedimenti legati a sfratti legati a morosità varie.
Questo significa che i Comuni non avranno strumenti adeguati per garantire un tetto alle famiglie che verranno sfrattate. Se consideriamo la media degli importi di morosità incolpevole, che si aggirano attorno ai 5.000 euro, con le risorse assegnate si affronteranno a malapena il 20% dei casi, per i restanti non resta che finire in strada. Nessuna risorsa poi viene destinata alla riqualificazioni degli immobili pubblici sfitti affinché possano essere riassegnati.
Tutto questo aggravato anche dalla mancanza di risorse legate alla manutenzione degli alloggi Erp che risultano vuoti oppure in condizioni precarie ma occupati. Ancora nessuna misura strutturale sul tema dell’abitare a fronte di una emergenza abitativa che invece richiede misure e risposte adeguate.
Anche per queste ragioni, la nostra mobilitazione continuerà nel 2025.
Sunia Ferrara
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