Carcere. Le opposizioni chiedono commissione consiliare ad hoc
Le opposizioni in Consiglio comunale chiedono la convocazione di una commissione consiliare dedicata alla situazione della Casa circondariale "Costantino Satta" di Ferrara
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“Facciamo come i polli di Renzo quando si reca dall’Azzecca-garbugli. Inutile beccarsi tra di noi, l’uno contro l’altro: sarebbe meglio rimanere uniti per fare ciò che serve per tornare nelle nostre case”. In questa frase c’è molto di quello che diversi residenti del Grattacielo vorrebbero dire ma che, finora, non hanno avuto occasione di esprimere.
Lunedì, durante l’assemblea di condominio, l’amministratore Francesco Donazzi si è dimesso. “Lo capisco”, racconta ai nostri taccuini uno dei condomini, che preferisce rimanere anonimo. “Si è sentito toccato nella sua professionalità e ha lasciato l’incarico”, spiega, riferendosi alle accuse e alle dichiarazioni mosse da alcuni condomini, rispetto alle quali Donazzi ha lasciato intendere di poter valutare eventuali iniziative legali.
L’assemblea del 6 luglio si era infatti aperta tra le polemiche. Alcuni proprietari hanno contestato la regolarità della convocazione, sostenendo che non tutti i condomini avessero ricevuto l’avviso con le modalità previste e che, in diversi casi, fosse stato inviato tramite e-mail o messaggi WhatsApp. Un’obiezione che ha fatto temere fin da subito una possibile impugnazione delle decisioni assunte. Secondo la nostra fonte, però, questa modalità è stata adottata perché molti proprietari sono ancora fuori dalle proprie abitazioni. “Non tutti hanno una Pec e non sarebbe stato possibile inviare le raccomandate agli indirizzi di residenza, visto che nessuno di noi può abitare nella propria casa”.
Dopo un acceso confronto, i presenti hanno comunque votato per proseguire i lavori, approvando il bilancio consuntivo ma non quello preventivo, ritenuto prematuro in assenza di un quadro chiaro delle spese ancora necessarie.
La scossa più forte, però, è arrivata al termine dell’assemblea con le dimissioni dell’amministratore. Ora si aprono numerose questioni amministrative e tecniche ancora da definire e la ricerca di un nuovo amministratore si preannuncia tutt’altro che semplice, considerata la complessità della gestione del condominio.
“Senza un amministratore non possiamo andare avanti”, spiega il condomino. Ma i problemi non si fermano qui. “Navighiamo a vista. Trovandoci fuori casa facciamo fatica anche a comunicare tra noi e aspettiamo la prossima assemblea per capire come muoverci”.
La chiave, secondo lui, non dovrebbe essere lo scontro ma la mediazione. “Invece di concentrarci sulla risoluzione dei problemi che ci impediscono di tornare a casa, adesso dobbiamo pensare a trovare un nuovo amministratore”.
Certo, i problemi da affrontare sono molti, ma “dobbiamo farlo guardandoci in faccia”, senza “urlare e andare allo scontro”.
Ora sarebbe necessaria “coesione, non divisione”. “L’obiettivo – aggiunge – deve essere uno solo per tutti: tornare nelle nostre case il prima possibile”. Anche perché c’è chi, ormai ottantenne, teme di non poter rientrare più nell’abitazione in cui ha vissuto per tutta la vita e sente di aver subito “un esilio esistenziale”.
Nel tempo, racconta ancora il residente, all’interno del Grattacielo si era raggiunto un buon equilibrio e “quello che veniva dipinto come un postribolo non lo era affatto. Chi lo ha detto non ha mai visto né conosciuto chi ci abitava. Ridurre il Grattacielo al simbolo di tutto il male della città è stato puerile”.
I prossimi passi, conclude, sono chiari: trovare un nuovo amministratore, predisporre un piano per saldare i debiti e poi ripartire con i lavori di messa in sicurezza dell’edificio, così da consentire il rientro dei residenti. Il timore è che, se continueranno a prevalere le contrapposizioni anziché il dialogo, i tempi possano allungarsi ulteriormente.
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