Sarebbe facile liquidare l’esternazione del Ministro Valditara come un’uscita infelice. In realtà è piuttosto chiaro che, di qualunque cosa si stesse parlando in quel momento – violenza sulle donne o lo sfalcio del giardino di casa – avrebbe dovuto introdurre, come fosse un intercalare, “colpa degli immigrati”.
Il vero obiettivo della sua comunicazione era esattamente quello: ricordare agli italiani che è colpa degli immigrati. Sempre e comunque.
Peccato che, da diversi anni, grazie all’incessante lavoro delle associazioni di donne, sia stato oramai dimostrato – dati alla mano – che non è colpa degli immigrati, è colpa degli uomini. E che solo in percentuali risibili sono immigrati.
Ma quello che preoccupa veramente è che a parlare non sia stato un “Ministro qualunque”. A parlare è stato il Ministro della scuola, ovvero di quel luogo da cui – secondo la narrazione ricorrente in tutti i luoghi in cui le istituzioni prendono parola – la vera educazione dovrebbe partire.
E allora non possiamo non chiederci: cosa si insegnerà a scuola per prevenire la violenza maschile sulle donne? Che a praticarla sono gli immigrati?
E questo verrà insegnato in una scuola in cui il tasso di bambini nati altrove, o figli di persone nate altrove, pare crescente?
Interrogativi che aprono ad un preoccupante futuro distopico in cui la propaganda supera ampiamente la realtà.
Cosa fare? Ripartire dalla conoscenza e dalla formazione: questa è la nostra pratica politica e, riteniamo, la soluzione, in generale a tutti i problemi, in particolare alla cultura della violenza maschile sulle donne.
Per questo, ogni anno organizziamo iniziative che hanno l’unico fine di conoscere, studiare, capire. Le iniziative di quest’anno le abbiamo racchiuse sotto il titolo “25 Novembre: una data che fa storia” per ricordare che questa ricorrenza ha già compiuto 25 anni, durante i quali la società è andata avanti e la consapevolezza è cresciuta, e che nessuna forma di propaganda potrà restaurare un sistema culturale che è inesorabilmente progredito (come dimostrato dall’onda di indignazione che ha investito le parole del Ministro).
Non per niente il nostro calendario di iniziative termina con una Conferenza, che si terrà il 30 novembre alle ore 10, presso la sede dell’Udi, in cui si parlerà di femminismo intersezionale a partire da bell hooks (come l’anno scorso abbiamo parlato di Carla Lonzi).
Un invito alla conoscenza, per capire il presente, e per non cadere nelle facili trappole della propaganda.
Udi di Ferrara
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com