Politica
22 Luglio 2026
Il capogruppo della civica Fabbri chiede di respingere la richiesta di convocare congiuntamente le commissioni Statuto e Regolamento e Pari Opportunità: "Non è configurabile alcun episodio oggettivamente sessista, discriminatorio o sconveniente"

Allusione sessista in Consiglio. Rendine: “Espressione lecita interpretata con malizia”

di Redazione | 3 min

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Dopo la proposta della consigliera Anna Zonari di convocare congiuntamente le Commissioni Statuto e Regolamento e Pari Opportunità, avanzata in seguito all’espressione utilizzata dal consigliere Francesco Rendine durante il Consiglio comunale del 20 luglio 2026 – secondo cui alcuni esponenti dell’opposizione avrebbero dimostrato di ragionare “non a 360 gradi, ma a 90 gradi” – è lo stesso capogruppo della lista civica Fabbri a chiedere al presidente Sarto Brando di respingere la richiesta presentata dalle minoranze.

“Ritengo che questa iniziativa debba essere respinta con chiarezza, perché muove da un presupposto manifestamente infondato. L’espressione contestata non contiene alcuna allusione sessuale, alcun riferimento personale e alcun elemento discriminatorio” spiega Rendine, secondo cui “ragionare a 360 gradi” non è altro che “una metafora di uso comune, con cui si i indica una valutazione completa e comprensiva di tutti gli aspetti di una questione”, e “contrapporvi un ragionamento «a 90 gradi» significa semplicemente contestare una visione parziale, limitata o incapace di considerare il problema nella sua interezza”. “Non è una frase ambigua. Diventa ambigua soltanto quando qualcuno decide di attribuirle un significato che le parole non possiedono” aggiunge.

Rendine quindi prosegue: “Il Regolamento deve certamente consentire di intervenire nei confronti di espressioni oggettivamente offensive, sessiste o discriminatorie. Non può però essere trasformato in uno strumento attraverso il quale sanzionare parole neutre sulla base di significati che esse non contengono. La tutela della dignità delle consigliere e dei consiglieri è un valore serio. Proprio per questo non dovrebbe essere banalizzata attraverso contestazioni prive di un contenuto oggettivamente lesivo. Utilizzare le categorie del sessismo e della discriminazione per censurare una metafora geometrica non rafforza la battaglia contro le reali discriminazioni: la indebolisce e ne riduce la credibilità”.

“Convocare due Commissioni consiliari, discutere modifiche regolamentari e predisporre nuovi codici di condotta sulla base di questa interpretazione significherebbe attribuire dignità istituzionale non a un’offesa realmente pronunciata, ma alla malizia con la quale qualcuno ha deciso di interpretare un’espressione perfettamente lecita” evidenzia il capogruppo della civica Fabbri.

Da qui la richiesta a Sarto Brando, presidente della Commissione Pari opportunità, di “non aderire alla proposta e di rifiutare la convocazione congiunta, non essendo configurabile alcun episodio oggettivamente sessista, discriminatorio o sconveniente”. “La Commissione Pari Opportunità – dice – ha il compito di contrastare discriminazioni reali, comportamenti concretamente lesivi e autentiche violazioni della dignità delle persone. Non dovrebbe essere chiamata a  giudicare la geometria, né a trasformare in questione istituzionale un doppio senso che non si trova nelle parole pronunciate, ma esclusivamente nello sguardo di chi ha voluto cercarvelo”.

Per Rendine “non è la frase «a 90 gradi» a essere sconveniente: è sconveniente pretendere di attribuirle un contenuto sessuale inesistente e utilizzare tale interpretazione per limitare la libertà della discussione consiliare”.

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