“Scienza in pellicola” torna con Siccità di Paolo Virzì
Prosegue martedì 27 gennaio alle ore 18 al Notorious Cinemas Ferrara la rassegna cinematografica “Scienza in Pellicola"
Prosegue martedì 27 gennaio alle ore 18 al Notorious Cinemas Ferrara la rassegna cinematografica “Scienza in Pellicola"
Mercoledì 28 gennaio alle 16.30 il Centro documentazione donna di Ferrara ospita un incontro pubblico con Angela Travagli
"Il senso della realtà" (La Nave di Teseo), il nuovo libro di Anna Maria Lorusso, al centro dell’incontro in programma mercoledì 28 gennaio alle ore 17.30, presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino della Libreria Libraccio di Ferrara, in collaborazione con Ferrara Cambia
La parola e la poesia come antidoti al feudalesimo digitale della nostra contemporaneità. Potrebbe essere questa la sintesi di “Tre modi per non morire”, il manifesto poetico, filosofico e… politico – nel senso greco del termine – portato sul palcoscenico dalla coppia Servillo-Montesano, in scena al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara fino a domenica 25 gennaio
Saranno dedicate a storie di amicizia le letture per i bambini dai tre ai dieci anni in programma martedì 27 gennaio alle 17 alla biblioteca comunale Tebaldi
Venerdì 15 novembre alle ore 21 è previsto lo spettacolo “L’etica del viandante” di Umberto Galimberti al Teatro Nuovo di Ferrara.
L’unica etica possibile, scrive Umberto Galimberti, è quella del viandante. A differenza del viaggiatore, il viandante non ha meta. Il suo percorso nomade, tutt’altro che un’anarchica erranza, si fa carico dell’assenza di uno scopo. Il viandante spinge avanti i suoi passi, ma non più con l’intenzione di trovare qualcosa, la casa, la patria, l’amore, la verità, la salvezza. Cammina per non perdere le figure del paesaggio. E così scopre il vuoto della legge e il sonno della politica, ancora incuranti dell’unica condizione comune all’umanità: come l’Ulisse dantesco, tutti gli uomini sono uomini di frontiera.
L’Occidente ha due radici: il mondo greco e la tradizione giudaico-cristiana. Per quanto dischiudano orizzonti completamente diversi, entrambi descrivono un mondo dotato di ordine e stabilità. Ma noi viviamo nell’età della tecnica. È finito l’incanto del mondo tipico degli antichi. È finito anche il disincanto dei moderni, che ancora agivano secondo un orizzonte di senso e un fine. La tecnica non tende a uno scopo, non apre scenari di salvezza, non svela la verità: la tecnica funziona. L’etica, come forma dell’agire in vista di fini, celebra la sua impotenza. Il mondo è ora regolato dal fare come pura produzione di risultati.
Oggi l’uomo sa di non essere al centro. L’etica del viandante si oppone all’etica antropologica del dominio della Terra. Denuncia il nostro modello di civiltà e mette in evidenza che la sua diffusione in tutto il pianeta equivale alla fine della biosfera. L’umanesimo del dominio è un umanesimo senza futuro. Il viandante percorre invece la terra senza possederla, perché sa che la vita appartiene alla natura.
Così ci guida Galimberti: “L’etica del viandante avvia a questi pensieri. Sono pensieri ancora tutti da pensare, ma il paesaggio da essi dispiegato è già la nostra instabile, provvisoria e incompiuta dimora”. Nell’età della tecnica non comprendiamo più il mondo a partire da un senso ultimo. La storia non è più inscritta in un fine. L’unica etica possibile è quella che si fa carico della pura processualità: senza meta, come il percorso del viandante.
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