di Elisa Fiorini
La Spal cade anche ad Arezzo e in casa biancazzurra è tempo per le ennesime riflessioni. Dossena e giocatori escono sconfitti 2-1 da un Arezzo in rimonta dopo una prestazione a tratti buona, ma evidentemente non sufficiente. Il tecnico della Spal, tuttavia, continua a vedere il bicchiere mezzo pieno, nonostante la crisi sia evidente.
Illusione, poi il tracollo. Questa Spal non riesce a spiccare. “Non penso che sia stato un calo fisico, – esordisce Dossena in conferenza stampa – siamo andati in crescendo nell’ultimo quarto d’ora. Quella maglietta pesa, come la situazione, i ragazzi sono eccezionali e lavorano duro. L’emblema è stato il rientro in campo: loro hanno spinto un po’ di più e subito abbiamo abbassato il baricentro di 30 metri, portandoceli in casa. Loro tirano e fanno gol, noi prendiamo la traversa. Non possiamo attaccarci a queste cose, forse è stata la più bella Spal da quando sono qua: bisogna ripartire da lì, anche se è più facile parlarne rispetto a essere in campo”. Arezzo è una squadra d’alta classifica, “ma abbiamo dominato per 60’-65’, e questo ci dà forza per uscire dalla brutta situazione nella quale siamo. Nessuno ci darà una mano. Anche martedì dobbiamo crederci. Nel primo tempo abbiamo finito in crescendo, sembra assurdo ma vedo il bicchiere mezzo pieno. I ragazzi sanno che non devono avere paura di perdere, in campo in determinati momenti viene apprensione, ma con un risultato alla volta bisogna venirne fuori”.
Testa alla Pianese, una delle squadre più forti del campionato. “Le neopromosse sono quelle che vivono il sogno della categoria superiore, che volano sulle ali dell’entusiasmo. Tutte le partite sono fondamentali per noi, perché siamo i primi avversari di noi stessi. Dobbiamo liberarci ed essere consapevoli che le paure non ci portano da nessuna parte. Dovremo andare velocemente in attacco, stando compatti sulle seconde palle”.
Una delle poche note positive è stato il gol di Karlsson. “Ha tanta voglia di lavorare, per fare quel passetto in più deve far capire come vuole le palle in profondità”. Nel secondo gol subito “è arrivato un pallone sporco, non possiamo permettere all’avversario di approfittarne, dobbiamo essere più bravi noi”. La Spal avrebbe meritato, forse, qualcosa in più, ma il risultato è quello che conta: “Siamo stati una squadra viva anche contro il Pescara, ai ragazzi dico bravi perché quello che facciamo in settimana si vede in mezzo al campo. Oggi siamo partiti benissimo, calando nel secondo tempo da un punto di vista mentale. Spero arrivi qualche risultato utile che ci permetta di sentirci meno oppressi, da dentro dico che la squadra è viva. Ora siamo incudine, non martello, ma un passo alla volta bisogna uscirne fuori”.
La chiave della partita dell’Arezzo potrebbe essere stato il grosso turnover operato tra primo e secondo tempo dai tiscani, col cambio di ben 4 giocatori. “Per loro, con 20 punti in più, è più facile muoversi in un sistema dove tutto viaggia. Ciò vale allo stesso modo per la Pianese. Io faccio giocare tutti, ma devo guardare alle prestazioni dei singoli e a chi mi dà certezze immediate”. Come ha poi spiegato il tecnico, “dobbiamo sfruttare meglio le caratteristiche di giocatori come Rao, l’idea era sempre di rifilarlo sulla destra per aprirlo verso la porta. Ripeto, abbiamo fatto una buona partita. Vedendo la sostanza, però, è veramente poca”. Sulla paura dell’esonero. “La paura è meglio tenerla in tasca, La partita contro la Pianese la sto studiando da ieri sera”.
Anche Bruscagin ha commentato la prestazione della Spal ad Arezzo. “La nostra è stata una prestazione importante, anche se sembra un paradosso dirlo. Tolto l’inizio del secondo tempo, dove ci siamo abbassati troppo, per il resto abbiamo messo in campo 70’ importanti. Dobbiamo portare a casa delle certezze da questa partita e ripartire da quelle, martedì ci aspetta un’altra partita fondamentale”. Il calo della Spal è sembrato principalmente mentale: “Fisicamente abbiamo dimostrato di stare bene, sennò non chiudi Arezzo nella propria trequarti negli ultimi 15’. Ora mentalmente il primo schiaffo rende impossibile reagire, ma dobbiamo farlo. Non ci sono soluzioni se non lavorare e raschiare in ogni situazione, concedendo il meno possibile”. Sulla contestazione della scorsa settimana: “Questi momenti li hanno vissuti tutti nell’arco di una carriera, siamo una squadra esperta da questo punto di vista. Si tratta di un episodio che deve responsabilizzarci di più, lavoriamo in un club importante, in una città che vive di calcio, e i tifosi tengono al bene della squadra. La contestazione fa parte del gioco e sono liberi di farlo. Dobbiamo prendere le cose buone per fare meglio e uscirne: nella mia carriera ho conosciuto solo un modo per vincere queste dinamiche, cioè lavorare e stringersi. Anche solo una parola in più del compagno può fare la differenza più della difesa”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com