“Non possiamo permettere che, ancora una volta, siano i lavoratori a pagare il prezzo più alto della crisi industriale”. A dichiararlo, con riferimento ai 550 esuberi di Berco (480 a Copparo e 70 a Castelfranco Veneto), è il senatore di Alleanza Verdi Sinistra Tino Magni che, sul caso dell’azienda copparese, ha presentato un’interrogazione ai ministri del lavoro e del made in Italy firmata anche dalla senatrice del Pd ed ex segretaria generale della Cgil Susanna Camusso.
Magni si preoccupa delle “conseguenze per le 550 famiglie” ma anche per quelle del “territorio ferrarese” che “saranno devastanti”. Proprio per questo “i ministri Calderone Urso intervengano immediatamente per verificare la legittimità di questi licenziamenti e convochino un tavolo di confronto tra azienda e organizzazioni sindacali”.
Trovano sponda quindi le parole dell’assessore al bilancio della Regione Emilia Romagna Paolo Calvano che, rendendo nota la convocazione del tavolo di crisi regionale per la vicenda Real Rexnord, aveva anche esplicitato come la vicenda Berco meritasse un tavolo nazionale.
“La presentazione del piano esuberi – continua Magni -, senza un dialogo con i sindacati, è un atto unilaterale gravissimo” che va a sommarsi a quello di “un’altra azienda del territorio, la Regal Rexnord Tollok di Masi Torello” che “ha attivato una procedura di licenziamento collettivo via Pec per 77 dipendenti“. Una procedura che, come la stessa azienda ha ammesso nella lettera ai lavoratori, viene messa in campo “perché l’azienda ha deciso di delocalizzare la produzione in India e in Cina”.
“È una cosa inaccettabile – conclude Magni – che le delocalizzazioni o le ristrutturazioni colpiscano sempre i lavoratori e le lavoratrici. Il governo adotti immediatamente misure concrete per impedire le delocalizzazioni e metta in campo tutte le opzioni possibili per ridurre l’impatto sociale di queste decisioni, inclusi gli ammortizzatori sociali, i contratti di solidarietà o altri strumenti di sostegno”.
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