Cronaca
26 Settembre 2024
Per i legali difensori mancano le prove necessarie a contestare la mafiosità dei comportamenti finiti a processo

Processo ai Vikings/Arobaga. “Non era mafia, vanno assolti”

di Davide Soattin | 1 min

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È tornato in aula nella giornata di ieri (mercoledì 25 settembre) il processo di secondo grado per la mafia nigeriana.

Dopo la requisitoria della Procura Generale e le arringhe delle parti civili, che – nelle precedente udienza – avevano chiesto la conferma delle condanne già emesse dal tribunale di Ferrara, in Corte d’Appello a Bologna, ieri è toccato parlare alle difese degli imputati.

Durante le loro arringhe difensive, gli avvocati hanno chiesto – a vario titolo – l’assoluzione dei loro assistiti perché il fatto non sussiste, facendo leva sulla mancanza delle prove necessarie a contestare la mafiosità dei comportamenti finiti a processo.

Al centro del procedimento – lo ricordiamo – erano finiti diciassette affiliati al clan Vikings/Arobaga che – il 7 giugno 2023 – erano stati condannati a un totale di 230 anni di carcere dal collegio del tribunale di Ferrara che li aveva giudicati in primo grado.

Al termine, l’udienza è stata rinviata a mercoledì 2 ottobre per la sentenza.

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