Cronaca
26 Settembre 2024
La Procura di Ferrara chiede il rinvio a giudizio del 38enne che uccise il 15enne Manuel Lorenzo Ntube e ferì gravemente il 17enne Edoardo Azzolini. Si presentò alla polizia locale solamente tre ore dopo il fatto

Investì due ragazzi in bici su via Pomposa. “Processatelo”

di Davide Soattin | 2 min

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La Procura di Ferrara ha chiesto il processo per il 38enne ferrarese che uccise il 15enne Manuel Lorenzo Ntube, giovane promessa del Padova Calcio, investito mentre era in sella alla sua bicicletta, all’altezza del civico 357 lungo via Pomposa, tra Quartesana e Codrea.

Il fatto risale alla serata del 30 novembre 2022 quando, intorno alle 22, l’odierno accusato, che era alla guida della sua automobile, una Nissan Qashqai, senza accorgersene, aveva tamponato le bici su cui stavano viaggiando il ragazzo, morto sul colpo, e un amico che si trovava insieme a lui, Edoardo Azzolini, all’epoca dei fatti 17enne, sopravvissuto al tragico schianto, dopo il trasporto in ambulanza all’ospedale Sant’Anna di Cona mentre versava in gravissime condizioni.

Al 38enne, dopo gli esiti dell’autopsia, della perizia cinematica e di quella informatica, il pm Ciro Alberto Savino – titolare del fascicolo di indagine – oggi contesta l’omicidio stradale con l’aggravante della fuga e la mancata assistenza alle persone ferite nello schianto.

Secondo l’accusa, infatti, l’autista del veicolo – che procedeva da Denore in direzione della città – stava percorrendo la Sp15 a una velocità di 85 km/h, superando di 15 km/h il limite consentito in quel tratto di strada, considerate anche le condizioni di assenza di illuminazione pubblica in quel tratto. E inoltre, tra le 21.52 e le 22 fino al momento dell’incidente, per la Procura, l’uomo avrebbe usato il cellulare alla guida, limitando di fatto i suoi tempi di reazione per evitare l’incidente.

Avrebbe così investito i due ragazzini, che stavano pedalando nella sua stessa direzione di marcia, lungo il margine destro della carreggiata, sprovvisti – in quella circostanza – di indumenti retroriflettenti e di illuminazione sufficiente per essere individuati, dandosi alla fuga dopo aver causato il tragico sinistro mortale, senza prestare alcuna assistenza ai due. Solamente dopo tre ore si sarebbe presentato al comando della polizia locale Terre Estensi ammettendo le sue responsabilità.

Ntube morì subito, si diceva, dopo che la sua bici si schiantò contro un platano mentre Azzolini (avvocato Saverio Stano) venne portato in ambulanza al vicino ospedale, dove venne ricoverato nel reparto di Rianimazione con prognosi riservata: la sua bici venne proiettata al centro della via Pomposa.

L’udienza preliminare del processo è fissata per il 19 novembre in tribunale a Ferrara. Dopo il risarcimento da parte dell’assicurazione, il fratello, la madre (entrambi assistiti dall’avvocato Clarissa Finotto del foro di Venezia) e il padre di Ntube, non si costituiranno parte civile.

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