Cronaca
24 Settembre 2024
A processo Thomas Atongni Kuma e Success Kalu Nganshui della cooperativa Vivere Qui. Il primo ha già un procedimento aperto per truffa aggravata, falso e inadempimento contrattuale in pubbliche forniture

Inchiesta accoglienza bis. Arrivano due rinvii a giudizio

di Davide Soattin | 2 min

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Già a processo nel primo filone dell’inchiesta sull’accoglienza con l’accusa di truffa aggravata, falso e inadempimento contrattuale in pubbliche forniture, il 53enne camerunese Thomas Atongni Kuma – vertice della cooperativa Vivere Qui di Vigarano Mainarda – è stato nuovamente mandato a processo dal tribunale di Ferrara.

Con lui anche il suo successore, il 35enne connazionale Success Kalu Nganshui.

La decisione è arrivata durante l’udienza predibattimentale di ieri mattina (23 settembre) e fa riferimento al secondo filone dell’inchiesta relativa alle cooperative e alle associazioni che tra il 2018 e il 2020 erano attive nel progetto di accoglienza migranti in provincia di Ferrara.

Si tratta dell’indagine che – lo scorso dicembre – aveva portato all’archiviazione di altri dieci indagati, inizialmente finiti sotto la lente degli inquirenti.

Per Atongni Kuma e Kalu Nganshui, invece, la Procura di Ferrara – pm titolare del fascicolo di indagine Andrea Maggioni – aveva chiesto la citazione diretta a giudizio con l’accusa di truffa ai danni dello Stato.

Nel dettaglio, per Atongni Kuma, presidente della Coop Vivere qui fino al 5 dicembre 2018, le contestazioni parlano di 67mila euro mancanti, di cui 29mila di spese non documentate, 31mila di prelievi bancomat e 6.600 per giroconti su altri conti correnti nel 2018. Mentre a Kalu Nganshui, in carica dal 6 dicembre 2018 fino al 27 febbraio 2021, la Procura contesta 11.500 euro tra prelievi di contante, spese estranee e giroconti dal 2018 al 2020.

Gli uffici di via Mentessi avevano anche chiesto la citazione diretta a giudizio per Marco Callegaro, responsabile della cooperativa Un Mondo di Gioia di Monselice, a cui viene contestato un ammanco di circa 9mila euro nel 2018 e 14mila nel 2020. Su di lui pende anche l’accusa di la frode nelle pubbliche forniture per aver fatto mancare nel 2021 cose o opere necessarie al servizio di accoglienza come era invece previsto nel capitolato d’appalto.

Quest’ultimo reato però prevede il passaggio in udienza preliminare e quindi, accogliendo l’eccezione presentata dal suo legale difensore, la sua posizione è stata stralciata in attesa che venga vagliata dal gup.

Il procedimento a carico di Antogni Kuma e Kalu Nganshui approderà alla fase dibattimentale il 4 novembre quando si valuterà la possibilità di riunire questo processo a quello relativo al primo filone di inchiesta, dove – come si diceva in precedenza – Atongni Kuma è già imputato insieme alla moglie Nathalie Beatrice Djoum e alla consigliera Eva Rosa Lombardelli.

 

 

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