Portomaggiore
20 Settembre 2024
I fatti avvenuti nel 2022 a Portomaggiore. A finire nei guai sono tre cittadini di nazionalità pachistana, accusati di lesioni aggravate e sequestro di persona nei confronti di due loro connazionali

Regolamento di conti con bastoni e coltello. Tre rinviati a giudizio

di Davide Soattin | 2 min

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Portomaggiore. Il gup Danilo Russo ha rinviato a giudizio tre dei quattro cittadini di nazionalità pakistana accusati di lesioni aggravate e sequestro di persona nei confronti di un 61enne e un 48enne, loro connazionali, in quello che sembrò essere – a tutti gli effetti, per le modalità – un regolamento di conti.

Si tratta di tre uomini di 56, 22 e 20 anni, mentre per un quarto indagato – un 34enne già noto alle forze di polizia, a cui veniva contestata anche la violazione dell’avviso orale, notificatogli dal questore a maggio del 2022 – è stato disposto il non luogo a procedere poichè partito per il Pakistan e quindi irreperibile.

I fatti, avvenuti a Portomaggiore, risalgono al 13 agosto 2022.

Secondo l’accusa, in concorso tra loro, dopo aver inseguito il 61enne in auto, i quattro lo avrebbero preso e caricato sul veicolo con forza, portandolo fin sull’argine di un canale a circa duecento metri di distanza dal luogo in cui lo avevano rapito pochi minuti prima.

Poi, minacciandolo con un coltello premuto al petto, lo avrebbero colpito con bastoni, prima di riportarlo davanti alla porta di casa, dove lo avrebbero abbandonato, lasciandolo a terra ferito con contusioni ed escoriazioni giudicate guaribili con sei giorni di prognosi.

Durante la colluttazione, il 61enne si trovava insieme a un 48enne, anche lui picchiato a colpi di bastone da uno dei quattro componenti della gang, che gli avrebbe provocato cinque giorni di convalescenza dai lividi e dalle ferite per le botte che gli erano state inferte.

L’inizio della fase dibattimentale del processo è fissato per il 4 novembre, quando i tre imputati – difesi dagli avvocati Alessandro Bignardi, Enrico Segala e Francesco Baccaro – dovranno difendersi dalle accuse nei loro confronti.

Parte civile nel procedimento – assistiti dall’avvocato Antonella Stefàno – sono le due presunte vittime di 61 e 48 anni.

 

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