“Aveva anche provato a investirla con l’auto mentre era incinta perché non voleva un altro figlio”. Emergono nuovi dettagli – a dir poco agghiaccianti – nel processo per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate in cui imputato è un 44enne italiano, accusato di aver usato minacce, offese e violenze fisiche nei confronti della compagna, una 38enne di nazionalità marocchina, per sottometterla alla propria volontà, terrorizzandola qualora avesse tentato di ribellarsi a ciò che lui le imponeva di fare, come quando l’avrebbe obbligata a rivolgersi a lui con un “Sì, padrone“.
A rivelare ulteriori particolari sulla vicenda è stata l’ex vicina di casa della coppia che, sentita in aula come testimone, ieri (giovedì 12 settembre) ha confermato le accuse e i fatti finiti al centro del procedimento, avvenuti – secondo la Procura – tra il 2019 e l’ottobre 2023, in provincia di Ferrara. In alcune circostanze anche davanti agli occhi dei tre figli minori dei due, costretti ad assistere inermi a pesanti litigi per futili motivi, sfociati poi in vere e proprie violente aggressioni.
“Sapevo che le aveva sbattuto la testa contro il muro – ha riferito la testimone, davanti al collegio del tribunale – e mi aveva fatto vedere che aveva perso i due denti davanti, dopo che lui le aveva dato un pugno in faccia. Mi diceva anche che la picchiava davanti ai bambini, che le dava pochi soldi e che, in una di quelle circostanze, aveva anche provato a investirla con l’automobile mentre era incinta per farla abortire, dal momento che non voleva avere un altro figlio“.
“Spesso – ha sottolineato – lei veniva a chiedermi aiuto, bussando alla mia porta. Mi chiedeva se potessi tenere i bambini, mentre andava in ospedale per farsi medicare, dopo che lui l’aveva picchiata. Sarà successo tre o quattro volte”. La più pesante è avvenuta una notte quando, intorno all’1.30, la vittima si era presentata davanti a casa della donna “col naso rotto e pieno di sangue. Mi disse che, dopo che lo aveva provocato al telefono, lui era arrivato a casa e le aveva dato una scarpata in faccia mentre era stesa sul divano”.
A marzo 2023 – a sua volta – anche la vicina sarebbe stata aggredita dall’uomo. La rivelazione è stata fatta pubblicamente per la prima volta ieri, dopo che già lo aveva detto agli inquirenti, quando la sentirono a sommarie informazioni testimoniali. “Mi ha messo le mani addosso e mi ha picchiata” ha riferito la donna, davanti al collegio del tribunale di Ferrara. Lo avrebbe fatto dopo essere riuscito a sentire alcune registrazioni audio in cui lei, nel dare consigli alla compagna di lui, le diceva di non frequentarlo più.
“La vedevo sofferente – ha aggiunto – e mi dispiaceva. Quel giorno mi trovavo nella loro abitazione per tenere i bambini. Lui è venuto in casa, mi ha detto che dovevo smettere di parlare male di lui con lei perché aveva sentito tutto e mi ha ordinato di uscire di casa“. È in quel frangente che “mi ha tirato una sberla alla testa e poi un pugno alla schiena” ha ricordato. “Mi hanno dato 22 giorni di prognosi. Per mesi – ha proseguito – ho avuto paura di andare fuori dal cancello e di trovarmelo davanti, ho vissuto un periodo di crisi“.
In aula – durante l’udienza di ieri – è stato ascoltato anche il medico di medicina generale della donna che ha raccontato come in “tre o quattro occasioni” si fosse rivolta a lui per delle medicazioni. In particolare per una ferita al labbro superiore, per una alla testa in cui le furono messi una decina di punti di sutura e per una alla mano, causata da uno stritolamento. “Ha sempre però negato le violenze – ha affermato il dottore – dicendo che si era trattato di un fatto accidentale, che era caduta, dopo essere scivolata”.
Si torna in aula il 12 dicembre.
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