Cento
4 Settembre 2024
Zecchi, presidnete della Fondazione: "Il teatro è il luogo dove ci vengono mostrate umanità, conflitti, rivoluzioni in grado di mettere in luce sogni, prospettive e traiettorie di persone completamente diverse da noi ma nelle quali ci rispecchiamo"

Dal 9 novembre parte la nuova stagione al Borgatti di Centi

(Foto di Laila Pozzo)
di Redazione | 3 min

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Cento. Ridere, riflettere, rilassarsi, rigenerarsi…tutto questo, a Teatro, è possibile. Ma a Cento, all’Auditorium Pandurera, la Stagione Teatrale 2024-2025, che partirà il 9 novembre, offre ancora di più. Le risate non mancheranno con “L’altezza delle lasagne” di Vito, ma si ride anche con Giovanni Scifoni che in “Fra’” ci ricorderà simpaticamente gli ottocento anni del Cantico delle Creature di San Francesco. Risate assicurate anche ne ” Il sequestro” con Roberto Ciufoli e Nino Formicola e sempre risate con Massimo Bagliani che tra una canzone ed una poesia ci farà viaggiare “Con la testa tra le nuvole”. La risata non mancherà sicuramente negli spettacoli di teatro Dialettale.

“Ma per fortuna che c’era il Gaber” ci ricorderà Gioele Dix, che in questo spettacolo omaggio a Giorgio Gaber ci porterà a riflettere sulla società di oggi attraverso le canzoni del grande cantautore. Poi testi avvincenti e divertenti allo stesso tempo come “L’ebreo” con Nancy Brilli, “Trappola per topi”, un classico di Agatha Christie, con Ettore Bassi, “Donne in pericolo” con Vittoria Belvedere, Benedicta Boccoli e Debora Capriolio e “Strappo alla regola” con Maria Amelia Monti, ci terranno incollati alla poltrona dal primo all’ultimo minuto. Un nutrito cartellone per i più giovani sarà un’ottima occasione per le famiglie di passare una domenica pomeriggio a teatro, tra bolle di sapone, ventriloqui e non solo.

La ciliegina sulla torta: “In un vecchio palco del Borgatti” uno spettacolo di teatro e musica, ideato e interpretato dallo staff della Fondazione Borgatti, in cui tra narrazione e canto, si rifletterà su ciò che è stato il teatro in passato, su ciò che rappresenta oggi e su ciò che vorremmo che fosse in un futuro prossimo.

“È con gioia e soddisfazione – dice Giorgio Zecchi presidente della Fondazione Borgatti – che presentiamo la programmazione della prossima stagione teatrale. Innanzitutto vorrei estendere un gigantesco grazie a tutto il pubblico che ci ha seguito con passione durante lo scorso anno e ci ha sostenuto in termini di presenza, fiducia e risposta di gradimento. La stagione 2024/25 sarà un’esplosione variegata di proposte di ulteriore crescita culturale che abbraccerà età e gusti differenti e che saprà travolgere e catturare, in un turbine di infinite emozioni”.

“Non dobbiamo infatti dimenticare – continua – che il teatro oltre ad essere un’arte, rappresenta anche una forma di espressione dell’ individuo verso i suoi simili, verso la società e verso se stessi, fondamentale a soddisfare il bisogno innato della manifestazione del sé e della partecipazione attiva. Un luogo ‘sospeso’ che fa scuotere il cuore invitandolo a mettersi al primo posto tra gli strumenti del nostro corpo, a svegliare cervelli ma mai a far ribollire il fegato, fonte drammatica del porsi di oggi di tanti di noi”.

“Il teatro – conclude – è anche il luogo dove ci vengono mostrate umanità, conflitti, rivoluzioni in grado di mettere in luce sogni, prospettive e traiettorie di persone completamente diverse da noi ma nelle quali ci rispecchiamo. Non mi resta che concludere auspicando di accogliervi sempre più numerosi per vivere con noi le tante emozioni che si sveleranno, presto, su questo palco”.

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