Cento. Un’escalation di atti intimidatori nei confronti dell’ex compagna, nonché socia in affari: dall’invio quotidiano di messaggi minatori allo speronamento dell’auto della donna con un mezzo pesante. È quello che viene contestato a un imprenditore 45enne di Cento. Nei confronti dell’uomo, nel pomeriggio di giovedì 4 giugno, i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ferrara.
Il 45enne risulta gravemente indiziato di una pluralità di reati: stalking, lesioni personali aggravate, violazione di domicilio, danneggiamenti reiterati, minacce e tentata estorsione ai danni della donna.
Il provvedimento restrittivo scaturisce dalle minuziose indagini condotte dai carabinieri e coordinate dal pm Andrea Maggioni della Procura di Ferrara, dopo le denunce presentate dalla donna e i numerosi interventi effettuati dalle pattuglie. Nello specifico, gli accertamenti hanno permesso di delineare un grave quadro indiziario relativo a una serie di presunte condotte vessatorie e violente, iniziate nel dicembre dello scorso anno e via via intensificate gravemente a partire dallo scorso febbraio.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’indagato avrebbe inviato quotidianamente messaggi minatori, gravemente offensivi e contenenti richieste estorsive di denaro. Le indagini hanno inoltre documentato numerose incursioni all’interno dell’azienda di cui la vittima è titolare. Durante tali episodi, l’uomo avrebbe sottratto materiale ferroso, danneggiato gravemente autovetture e macchinari aziendali, arrivando persino a manomettere gli impianti antincendio e ad appiccare il fuoco ad alcuni rifiuti.
Le condotte aggressive non si sarebbero limitate ai soli beni materiali: in diverse occasioni, l’indagato avrebbe minacciato e aggredito fisicamente anche i dipendenti dell’azienda. In un episodio particolarmente allarmante, l’uomo avrebbe minacciato la donna impugnando un oggetto con le sembianze di una pistola, successivamente rivelatasi essere una pistola a spruzzo per verniciare.
L’escalation di violenza avrebbe raggiunto il culmine a metà maggio, quando l’indagato, alla guida di un mezzo pesante, avrebbe volontariamente speronato l’autovettura condotta dalla ex compagna, causandole un trauma e lesioni giudicate guaribili in oltre venti giorni.
Il quarantacinquenne era peraltro già noto agli uffici giudiziari, avendo riportato condanne per reati analoghi nel 2022 e nel 2024. Nonostante i precedenti specifici, le presunte vessazioni sarebbero continuate fino all’intervento risolutivo dei carabinieri e della Autorità Giudiziaria.
Al termine delle formalità di rito, l’indagato è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, con l’applicazione del dispositivo di controllo del braccialetto elettronico per monitorare il divieto di avvicinamento.
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