Renazzo. Il braccialetto elettronico ha segnalato l’allontanamento dal domicilio e per un 33enne di Renazzo sono scattate nuovamente le manette con l’accusa di evasione.
L’episodio si è verificato nella prima mattinata del 9 giugno. Poco dopo le 5, la Centrale operativa del Comando provinciale dei carabinieri di Ferrara ha ricevuto il segnale d’allarme proveniente dal dispositivo elettronico installato sull’uomo, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Una pattuglia della Compagnia di Cento è intervenuta immediatamente presso l’abitazione, accertando che il 33enne si era effettivamente allontanato senza autorizzazione.
La misura cautelare era stata disposta nell’ambito di una complessa indagine coordinata dalla Procura di Ferrara e condotta dai carabinieri. L’uomo è infatti indagato per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori nei confronti dell’ex compagna. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le condotte vessatorie sarebbero iniziate nel marzo 2024 e si sarebbero progressivamente aggravate fino a portare a un primo arresto nell’ottobre 2025.
Dopo la scarcerazione, dall’11 dicembre scorso il 33enne si trovava agli arresti domiciliari con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico.
Scattato l’allarme, i militari hanno attivato le ricerche, verificando innanzitutto le condizioni della donna, risultata illesa e al sicuro. Successivamente diverse pattuglie si sono messe sulle tracce dell’indagato.
Circa un’ora dopo, i carabinieri della Stazione di Renazzo lo hanno rintracciato mentre stava facendo ritorno velocemente alla propria abitazione. Per lui è quindi scattato l’arresto per evasione.
Su disposizione della Procura, l’uomo è stato nuovamente collocato ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Nella mattinata successiva il Tribunale di Ferrara ha convalidato l’arresto e disposto il ripristino della misura degli arresti domiciliari con controllo tramite braccialetto elettronico, in attesa del processo.
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