Cronaca
31 Agosto 2024
La Procura chiede l'archiviazione dell'inchiesta per la morte delle 71enne Noretta Masiero, socia contitolare di "Cusina e Butega". Escluso il nesso di causalità tra l'evento e il comportamento dei sanitari che la visitarono

Torna dal Sant’Anna e muore. “Nessuna colpa, archiviate i due medici”

di Davide Soattin | 3 min

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La Procura di Ferrara ha chiesto l’archiviazione per i due medici inizialmente indagati per la morte della 71enne Noretta Masiero, socia contitolare del ristorante “Cusina e Butega” di corso Porta Reno, scomparsa improvvisamente poche ore dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso dell’ospedale di Cona.

La decisione del pm Ciro Alberto Savino – titolare del fascicolo di indagine aperto per omicidio colposo – arriva a seguito degli accertamenti medico-legali fatti eseguire alla dottoressa Giorgia Franchetti dell’Università di Padova, con l’obiettivo di arrivare a stabilire e determinare con certezza le cause della morte, avvenuta lo scorso 16 dicembre.

Stando a quanto si apprende, infatti, l’autopsia non avrebbe fatto emergere criticità sufficienti a sostenere l’accusa, escludendo così il nesso di causalità tra le azioni messe in campo dai sanitari che l’avevano presa in cura e la morte della 71enne, alle prese con un quadro clinico grave e irreversibile.

I fatti risalgono allo scorso 15 dicembre quando, intorno alle 21, la donna si era recata al pronto soccorso perché accusava uno strano dolore a livello toracico. Lì, i sanitari che l’avevano presa in carico le avevano eseguito alcuni esami di controllo, senza però rilevare nulla di preoccupante a livello cardiaco e avevano così deciso di rimandarla a casa verso le 3.30 di mattina.

Quasi nove ore dopo, la tragedia all’ora di pranzo di sabato 16 dicembre, quando la 71enne si era sentita male, cadendo a terra prima che il suo cuore smettesse di battere e rendesse vano ogni tentativo di rianimazione.

L’avvocato che assiste la famiglia della vittima, il legale Umberto Vianello del foro di Venezia, pare intenzionato a non fare opposizione alla richiesta di archiviazione, riservandosi di agire in sede civile per avanzare una eventuale richiesta risarcitoria.

Masiero, conosciuta in città, aveva negli anni gestito diversi locali, a Ferrara, tra cui il bar Centro Storico e l’Hostaria Savonarola, ma anche a Bologna. Lo aveva fatto insieme a Ennio Occhiali, socio di una vita, che – contattato nei giorni successivi alla tragedia da Estense.com – aveva ripercorso gli ultimi istanti di vita della donna, basandosi su quello che i familiari di lei gli avevano raccontato.

“Al pronto soccorso mi hanno detto – aveva affermato il socio – che le avevano fatto tutti i controlli possibili e immaginabili. Due volte l’analisi del sangue, due volte l’eco-cuore, due volte l’elettrocardiogramma e anche la visita con il cardiologo. Anche la famiglia era soddisfatta del trattamento avuto. Poi, una volta arrivata a casa è scesa a mangiare qualcosa. Dopo il primo boccone ha detto al marito di portarla sul divano, che non si sentiva bene. E lì purtroppo è morta. Per me – aveva concluso – è stato un colpo tremendo. Erano trentasei anni che lavoravamo insieme, una vita. È una parte del mio lavoro che sparisce. Questo locale era il suo orgoglio, la sua vita e ora dobbiamo andare avanti come avrebbe fatto lei”.

 

 

 

 

 

 

 

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