Coperion lascia Ferrara: 80 licenziamenti e una vertenza che scuote il territorio
Coperion avvia la procedura di licenziamento collettivo per 80 dipendenti, di cui 77 nello stabilimento di Ferrara: sindacati e istituzioni chiedono un tavolo di crisi
Coperion avvia la procedura di licenziamento collettivo per 80 dipendenti, di cui 77 nello stabilimento di Ferrara: sindacati e istituzioni chiedono un tavolo di crisi
Dopo il violento fortunale di martedì 21 luglio, i sindaci della provincia di Ferrara hanno chiesto l'avvio delle procedure per la dichiarazione dello stato di crisi regionale. La notizia arriva dopo il vertice straordinario interistituzionale in Prefettura, convocato dal prefetto Massimo Marchesiello per fare il punto della situazione dopo il passaggio dell'ultima pesante ondata di maltempo
È già partita la ricognizione, puntuale e precisa, da parte della Regione sugli ingenti danni causati alle aziende e alle produzioni agricole dalle violente perturbazioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna a partire dalla metà di luglio
Il M5S di Ferrara torna a chiedere chiarezza sulla vicenda del Grattacielo. La capogruppo Marzia Marchi ha presentato un'istanza di accesso agli atti per ottenere tutta la documentazione relativa all'adeguamento dell'impianto antincendio del complesso e agli eventuali contenziosi amministrativi e giudiziari collegati
Nella mattinata di mercoledì 22 luglio, intorno alle ore 11:30, un delfino ormai privo di vita si è arenato sul bagnasciuga della spiaggia di Porto Garibaldi, nel tratto compreso tra gli stabilimenti balneari Europa e Quelli di Flip
Si chiama “Mirage: imaging mirato ai MicroRnA per il monitoraggio e la stratificazione prognostica nei tumori neuroendocrini” ed è uno dei sette progetti finanziati a team di ricerca dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr nell’ambito della ricerca biomedica. Il tutto per un importo complessivo di 6 milioni e 200 mila euro.
Lo studio, il cui “Principal Investigator” (PI) è la professoressa Maria Chiara Zatelli, direttrice Unità Operativa di Endocrinologia e Malattie del Ricambio Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara è finanziato con 1 milione di euro.
“Il progetto che stiamo sviluppando – mette in evidenza Zatelli – ha l’obbiettivo di migliorare significativamente la diagnosi precoce, nonché il monitoraggio, dei tumori neuroendocrini (Net), con un focus rispetto a quelli di origine pancreatica. Queste neoplasie sono rare e possono colpire praticamente qualsiasi distretto del nostro organismo, soprattutto il tratto gastrointestinale. Attualmente i metodi di diagnosi dei Net sono limitati soprattutto nelle fasi iniziali della malattia, portando a un significativo ritardo diagnostico. Questo significa che la diagnosi viene posta quando sono già presenti metastasi nel 30-70% dei casi. Il nostro studio si basa sulla collaborazione di quattro Unità specializzate che lavoreranno insieme per confermare se un gruppo di specifici marcatori, i miRNA, sono in grado di predire l’esito di un approccio terapeutico ai Net”.
Cosa sono i miRNA? Sono piccole molecole circolanti nel sangue chiamate microRNA (miRNA). In termini semplici si tratta di piccole molecole di RNA che possono influenzare molteplici processi, complesso lo sviluppo dei tumori. In particolare, dati preliminari indicano che un gruppo specifico (firma molecolare) di miRNA potrebbe servire per rilevare i Net in fase precoce. Verrà poi valutata la presenza di questi miRNA in base alle caratteristiche delle immagini diagnostiche delle Pet (tomografia a emissione di positroni) e con lo stato della malattia dei pazienti. Tutto questo per ottenere un quadro che possa aiutare ad individuare questi tumori quando è ancora possibile intervenire chirurgicamente.
“A partire da questa firma molecolare – prosegue la direttrice dell’Endocrinologia di Cona – svilupperemo un nuovo metodo di indagine diagnostico (radiofarmarco) con la Pet per osservare al meglio l’andamento della malattia. L’obiettivo finale del Mirage è quello di migliorare le tecniche radiologiche e riuscire a diagnosticare i Net quando sono ancora in fase iniziale e quindi più gestibili e potrebbe facilitare la scoperta di trattamenti più mirati e personalizzati per i pazienti. Questo è particolarmente importante perché una diagnosi precoce può migliorare notevolmente le prospettive di trattamento e di sopravvivenza. Le tecniche attuali di imaging hanno sensibilità e specificità limitate. Avere un radiotracciante che sia specifico per questo tipo di tumore potrebbe migliorare la precisione delle immagini diagnostiche, riducendo il rischio di falsi positivi e negativi. Inoltre il nuovo radiofarmaco potrà essere utilizzato non solo per la diagnosi iniziale, ma anche per monitorare la progressione della malattia e la risposta ai trattamenti. Questo permetterebbe ai clinici di adattare rapidamente le terapie in base all’ estensione del tumore”.
Il progetto Mirage è stato ideato in un’operazione congiunta con la dottoressa Borges de Souza dell’Irccs Irst di Meldola, nonché ex studentessa e dottoranda della laboratorio della professoressa Zatelli presso Unife ora sotto la supervisione del dottor Mazza della “Adoptive Cell Therapy CAR T platform” dell’IRST. E’ stato creato un partenariato forte e diversificato, che include i ricercatori dell’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del Cnr, Unità di Cefalù, coordinato dal professor Giorgio Russo, e i clinici dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico G. Martino di Messina, sotto la supervisione della dottoressa Rosaria Maria Ruggieri e del professor Salvatore Cannavò.
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