Cronaca
19 Giugno 2024
Oss a processo per violenza privata aggravata nei confronti di due persone con difficoltà psichiche e fisiche, ospitate in una struttura socio-riabilitativa

Umiliava due persone disabili che doveva accudire

di Redazione | 2 min

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Il copione era sempre lo stesso. Li contattava online, fissava un incontro per un rapporto sessuale e, durante il primo appuntamento, li derubava. Per questo, dopo la condanna a un anno e sei mesi arrivata lo scorso febbraio, ieri mattina - lunedì 22 settembre - il gup Sandra Lepore del tribunale di Ferrara ha inflitto altri due anni e quattro mesi di carcere in abbreviato a una 21enne di nazionalità rumena,

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Sono accuse davvero molto pesanti quelle che la Procura di Ferrara muove nei confronti di un uomo di 42 anni, oggi a processo per violenza privata aggravata nei confronti di due persone con disabilità a livello psichico e fisico, ospitate nella struttura socio-riabilitativa in cui lui – all’epoca dei fatti – lavorava come operatore socio-sanitario.

All’uomo, nello specifico, la pm Barbara Cavallo – titolare del fascicolo di indagine – contesta due episodi.

Il primo sarebbe risalente al 15 agosto 2021 quando, secondo il castello accusatorio, mentre era intento a fornire assistenza nell’igiene e nella cura personale a uno degli ospiti, l’oss gli avrebbe prima strappato il pannolone, costringendolo a subire atti di umiliazione davanti ad altri operatori, insultandolo e gettandogli le feci sul pavimento e sul muro.

Poi, una volta messo il paziente in doccia, lo avrebbe lavato con getti di acqua bollente e ghiacciata, colpendolo ripetutamente e spingendolo fino a farlo cadere a terra e ricoprirlo nuovamente di insulti.

Tra gennaio e febbraio 2021 invece, in almeno due circostanze e sempre utilizzando violenza, secondo l’accusa, l’operatore socio-sanitario avrebbe spinto l’altro paziente a masturbarsi, ridicolizzandolo e deridendolo agli occhi degli altri oss presenti, approfittando delle sue condizioni fisiche e psichiche, che non gli permettevano di difendersi.

Ieri (martedì 18 giugno) in tribunale a Ferrara, davanti al giudice Sandra Lepore, l’imputato – tramite il suo avvocato difensore – ha fatto richiesta di messa alla prova, mentre le parti stanno dialogando per raggiungere un accordo sul risarcimento del danno.

Si torna in aula il 15 ottobre.

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