Cronaca
20 Febbraio 2024
Quattro detenuti sono finiti nei guai dopo aver utilizzato un microtelefono cellulare per comunicare con l'esterno, introdotto illegalmente da uno di loro

Usavano un microtelefono per comunicare dal carcere, in quattro a processo

di Davide Soattin | 2 min

Leggi anche

Ondata di calore, il picco tra sabato e martedì

L'ondata di calore che sta interessando l'Emilia-Romagna da metà giugno è destinata a proseguire anche nei prossimi giorni, con un possibile peggioramento tra sabato 27 e martedì 30 giugno, potrebbe diventare la più intensa e duratura mai registrata in regione

Schianto di via Copparo. Indagato il 48enne conducente della Volvo

Per l'incidente mortale di via Copparo, avvenuto durante la serata di sabato 20 giugno, la pm Silvia Clinca della Procura di Ferrara ha iscritto nel registro degli indagati il 48enne di nazionalità afghana che era alla guida della Volvo V50 con le ipotesi di omicidio e lesioni stradali

Quattro detenuti sono finiti nei guai dopo aver utilizzato un microtelefono cellulare per comunicare con l’esterno, introdotto illegalmente da uno di loro.

I fatti contestati sono avvenuti tra l’1 e il 25 febbraio 2021 nel carcere di via Arginone, a Ferrara. A finire nei guai un 30enne di nazionalità marocchina, un 34enne di origini dominicane (attualmente libero), un italiano di 54 anni e un 34enne tunisino (ora a Bologna), oggi accusati in concorso di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.

La scoperta è arrivata dopo una perquisizione della polizia penitenziaria a carico del detenuto di origini marocchine. Nella sua cella, i secondini gli avevano trovato il telefono con cui, dal 17 al 25 febbraio 2021, aveva effettuato 89 chiamate e inviato 508 messaggi alla moglie.

Stesse contestazioni, si diceva, anche al detenuto originario della Repubblica Dominicana che, secondo la pubblica accusa, avrebbe effettuato 23 chiamate e inviato 19 messaggi a suoi due cugini, dall’1 al 20 febbraio.

Il telefono sarebbe poi stato passato in altre mani, quelle del 54enne italiano che, il 3 febbraio, avrebbe telefonato in due occasioni al fratello, mentre il 34enne tunisino, pochi giorni più tardi, il 9 febbraio, avrebbe inviato un messaggio alla sorella.

Quelle telefonate e quegli sms ‘proibiti’ non sono passati inosservati agli inquirenti e ora sono finiti al centro di un processo in tribunale a Ferrara.

La prossima udienza è fissata per il 20 maggio.

 

 

 

 

 

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com