Dalle prime ore della mattinata di mercoledì 14 febbraio sono in corso perquisizioni a Ferrara nei confronti di ventiquattro indagati per apologia di fascismo, istigazione all’odio razziale, minacce e vilipendio delle forze armate.
Il provvedimento, emesso dalla Procura di Ferrara, è in esecuzione in queste ore da parte degli operatori della Polizia di Stato delle Digos di Ferrara, di Bologna e di Ravenna, coordinate dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Partecipano anche gli operatori specializzati della Polizia Postale per analizzare il materiale informatico passibile di sequestro.
Stando a quanto si apprende, l’indagine che ha portato all’operazione – denominata ‘Bravi Ragazzi’ – sarebbe partita da una cena, prima di Natale, durante la quale un gruppo di persone si sarebbe ritrovato, in un ristorante nel vecchio ghetto, distribuendo volantini inneggianti al Duce e al Fuhrer oltre a minacciare di morte alcuni clienti che avevano tentato di stoppare cori inneggianti a fascismo e nazismo. Oltre ai volantini e ai cori sono arrivate anche minacce nei confronti delle forze di polizia con cori che inneggiavano alla strage di Nassiria e all’uccisione di Filippo Raciti il 2 febbraio 2007 mentre interveniva per sedare i disordini durante il derby Catania – Palermo.
A intervenire sul posto erano state le volanti della Questura di Ferrara, con due agenti della Upgsp che da subito hanno individuato chi oggi è indagato, ventiquattro ragazzi italiani tra i venti e i trent’anni tutti incensurati. Questi nonostante l’intervento non hanno interrotto i cori e non si sono preoccupati delle conseguenze della loro condotta. Gli agenti sono arrivati sul posto chiamati da avventori infastiditi tra cui una ragazza che parrebbe essere stata minacciata con un multilama alla gola.
Gli agenti della Digos di Ferrara e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, coordinati dalla Procura della Repubblica del capoluogo emiliano, sono risaliti ai profili delle persone coinvolte per poi organizzare il blitz che si è tenuto all’alba di oggi. L’obiettivo delle perquisizioni e degli accertamenti è di capire se l’episodio in questione sia stato isolato o se si è di fronte a un gruppo.
Ottanta sono i poliziotti al lavoro nell’indagine e durante le perquisizioni hanno sequestrato una pistola finta senza il tappo rosso, katane, coltelli, manganelli con effige del duce, bastoni e calendari e santini con effige di Mussolini.
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