Cronaca
6 Febbraio 2024
Unico iscritto nel registro degli indagati è il capofamiglia Michele Petriccione che, nella tragica circostanza, si trovava al volante. A lui il pm Stefano Longhi contesta l'omicidio colposo

Madre e figlia morirono nello schianto in A13. Chiuse le indagini

di Davide Soattin | 2 min

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La Procura di Ferrara ha chiuso le indagini per lo spaventoso incidente mortale avvenuto lungo l’autostrada A13 in cui, lo scorso 27 settembre, avevano perso la vita la 49enne Maria Grazia Forgetta e la sua figlioletta Gioia di appena 5 anni.

Unico iscritto nel registro degli indagati è il capofamiglia Michele Petriccione che, nella tragica circostanza, si trovava al volante di una Skoda diretta da Abano Terme a Caserta, quando non si sarebbe accorto del camion fermo in coda davanti all’auto su cui viaggiava con moglie e figlia e non avrebbe fatto in tempo a frenare, finendo per scontrarsi col retro del mezzo pesante.

A lui, rimasto illeso, oggi il pm Stefano Longhi – titolare del fascicolo di indagine – contesta l’omicidio colposo.

Secondo quanto emerso dalla consulenza cinematica effettuata per ricostruire le dinamiche dello schianto, l’uomo – che viaggiava rispettando i limiti orari prescritti in quel tratto di strada – non avrebbe frenato e, di conseguenza, non avrebbe messo in atto nessuna manovra evasiva per evitare il camion che si era incolonnato davanti a loro, a seguito di un rallentamento dovuto a un altro incidente, ampiamente segnalato dagli addetti alla sicurezza e al traffico dell’autostrada.

Per il consulente, infatti, Petriccione avrebbe potuto spostarsi sulla corsia di sorpasso in condizioni di sicurezza, evitando il mezzo. Questo però purtroppo non è successo. Moglie e figlia sono morte sul colpo e a nulla è valso l’arrivo dei soccorsi, che altro non hanno potuto fare che constarne il decesso.

 

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